Solvay : mobilità per 35 posti. Lavoratori in agitazione

Alessandro Biancardi

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BUSSI. Si inasprisce la vertenza dei lavoratori della Solvay di Bussi sul Tirino dopo la decisione unilaterale dell'azienda di avviare la procedura di mobilità per 35 lavoratori del sito.


Dopo la decisione della società Evonik un anno fa di cessare l'attività produttiva a Bussi e realizzare un nuovo impianto a Merano con il licenziamento di oltre 80 lavoratori la richiesta di mobilità avviata dalla Solvay vuol dire «la morte produttiva del polo chimico, il sito industriale dove si fa la chimica da oltre cento anni».
Le avvisaglie di crisi si erano palesate già da tempo e numerosi erano stati gli incontri anche con le istituzioni ed i relativi proclami di intenti.
La crisi è sempre maggiore sostengono le segreterie territoriali Filcem Cgil, Femca Cisl e Uilcem Uil.
«Dopo il primo incontro con l'azienda svoltosi mercoledì 21 ottobre», spiegano i sindacati, «in cui abbiamo chiesto il ritiro della procedura di mobilità di ieri si e' svolta una assemblea dei lavoratori solvay per decidere le nuove iniziative sindacali».
L'assemblea ha visto la partecipazione dei segretari generali di Cgil, Cisl, Uil di Pescara e dei segretari generali di Filcem, Femca e Uilcem è stata molto accesa e movimentata perchè i lavoratori hanno denunciato con forza «l'arrogante volontà della Solvay di penalizzare il sito» e hanno sottolineato il «grave disagio sociale del territorio già penalizzato fortemente da precedenti ristrutturazioni».
I sindacati hanno chiesto che non un solo posto di lavoro venga perso.
Per il momento è stato deciso di proclamare per martedì 3 novembre lo sciopero generale di
tutti i lavoratori del polo chimico con la fermata totale degli impianti e la sola salvaguardia delle attività connesse alla sicurezza e di dare vita ad una grande manifestazione all'Aquila presso la sede del Consiglio Regionale dove verrà chiesto l'incontro con i presidenti Nazario Pagano e Gianni Chiodi.
«Chiederemo loro impegni concreti e precisi», hanno spiegato i sindacati, «per ciò che riguarda
la bonifica del sito e le nuove iniziative produttive per la reindustrializzazione».

30/10/2009 10.31