Swap Pescara, ecco il boomerang: 2milioni 800mila euro di perdite

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Come vanno i contratti Swap al Comune di Pescara? Male. Il gioco preferito delle amministrazioni pubbliche della roulette russa, si sa, non porta mai buone nuove. Ma questo lo si è capito solo dopo.PD:«IL BUCO? UNA COLOSSALE SCIOCCHEZZA»
«Nove milioni di euro di perdite nel 2008, ridotti a 2milioni 800mila euro nel 2009 con l'apertura di un lungo contenzioso che il prossimo dicembre vivrà la sua prima udienza per la nomina di un perito», ha ammesso il presidente della Commissione consiliare Finanza, Renato Ranieri (Pdl).
Il rischio, si sa, è quello di generare una voragine nelle casse cittadine.
Ranieri ieri mattina ha convocato in Commissione l'avvocato Duilio Manella, incaricato dalla passata amministrazione comunale di seguire la vicenda.
Il legale, come spiegato in una delibera del 2008, «ha riscontrato profili di criticità contrattuali» e ha provveduto alla predisposizione degli atti di citazione.
Le due operazioni del tutto identiche hanno sempre destato qualche perplessità. All'inizio avevano le sembianze di un affare per la giunta, che -come accade sempre- ha potuto beneficiare subito del bonus iniziale derivato dal contratto che serve solo per addolcire l'amara pillola.
Ogni contratto derivato, infatti, insieme alla intera somma impegnata gira a chi lo sottoscrive una sorta di bonus.
PrimaDaNoi.it aveva sollevato qualche dubbio già ad ottobre del 2007 ma dall'assessore D'Angelo erano arrivate sempre rassicurazioni fino al giorno in cui annunciò la decisione di fare causa.
Su presunte irregolarità poi nessuno ha voluto mettere il naso anche per la materia molto ostica.
Dubbi sono stati sollevati da sempre dall'esperto in materia Attilio Di Mattia (oggi consigliere provinciale dell'Idv alla Provincia) anche sul fatto che ad autorizzare l'operazione fu il direttore dell'area finanziaria, quando il contratto chiedeva l'esplicita presenza di un «operatore qualificato».
«Gli swap – ha ricordato ieri il consigliere Ranieri – dovevano essere lo strumento privilegiato di finanza creativa riservato agli Enti pubblici per la gestione attiva dell'indebitamento dei mutui contratti, e invece si stanno rivelando solo un boomerang per le casse cittadine, come emerso oggi nel corso del vertice che ci ha permesso di esaminare i contratti stipulati dal Comune con due Istituti di credito, la Bnl e la Unicredit».
Le prime perplessità hanno riguardato i costi delle operazioni bancarie: per legge non dovrebbero superare mai l'1 per cento delle somme sottoposte a Swap.
Per il Comune tali costi hanno toccato quota 2milioni di euro per ciascuna banca, 4 milioni di euro complessivi, ma soprattutto tali somme, assicura Ranieri, risultano essere state impegnate senza che fosse previsto sul contratto o che il Comune stesso ne fosse informato.
«Gli investimenti effettuati», continua il consigliere del Pdl, «sono di fatto risultati ‘speculativi' a favore degli istituti: ‘scommettendo' sull'andamento dei tassi, il Comune ha guadagnato al massimo lo 0,3 per cento e le banche il 2 per cento».
Non solo: nei contratti la passata amministrazione comunale di centrosinistra ha previsto di avvalersi di ‘consulenti' cui farsi consigliare circa la bontà delle operazioni da effettuare. «Peccato», tuona Ranieri, «che i consulenti gratuiti individuati dal Comune fossero dipendenti degli stessi Istituti di Credito che dovevano vendere i ‘prodotti', in altre parole l'amministrazione ha accettato la consulenza gratuita delle stesse banche».
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: lo scorso anno gli Swap hanno prodotto 8 milioni di euro di perdite per l'amministrazione che, a quel punto, ha aperto un contenzioso sospendendo i pagamenti. «Nel 2009 – ha ancora proseguito il consigliere Ranieri le perdite si sono ridotte a 2milioni 800mila euro, determinando tra l'altro un intervento della Corte dei Conti che ha spinto l'Ente ad accantonare quanto guadagnato per compensare le perdite. Quello che oggi ci preoccupa è quel contenzioso ereditato che rischia di divenire lungo e doloroso per le casse cittadine».

30/10/2009 10.12

PD:«IL BUCO? UNA COLOSSALE SCIOCCHEZZA»

«Tali affermazioni sono il frutto di una colossale sciocchezza», dicono i consiglieri del Pd D'Angelo, Del Vecchio e Fusilli, «sono gli stessi atti approvati dal medesimo consigliere che, evidentemente, ha l'abitudine di ignorare immediatamente dopo averli votati».
I consiglieri ribadiscono inoltre che «le operazioni di ristrutturazione del debito, da parte del Comune di Pescara, sono sempre state fatte con una ricerca di mercato scegliendo quelle che hanno proposto l'offerta migliore; le operazioni hanno sin qui dato affidamento, nonostante gli sbalzi dei tassi di interesse avuti negli anni 2006-2007, ciò è dato dal dato economico fornito dall'Ufficio Ragioneria del Comune che segue costantemente i flussi di riferimento e che indica, al 21.12.2009, un delta positivo per il comune pari ad €. 113.702,05; l'elemento di preoccupazione che ha determinato un caso nazionale e che ha spinto tutti gli enti ad una impugnativa davanti ai tribunali amministrativi, è dato da una clausola non esplicita inclusa nei contratti sottoscritti riferita ad una percentuale dovuta per “commissioni” nell'ordine dello 0,5% e che determinerebbe un ingiusto guadagno per gli istituti bancari mutuanti; come copertura di un eventuale rischio in tal senso, al momento non verificatosi, il Comune di Pescara, per autonoma e responsabile scelta politica ed amministrativa, ha accantonato nel corso di questi anni un fondo che, al momento, è pari ad €. 920.000. Parlare inopportunamente e senza conoscenza dei dati reali, come fa il consigliere Ranieri, è la ulteriore dimostrazione della superficialità e leggerezza con le quali questa nuova amministrazione si confronta con un impegno di grande responsabilità quale è il governo della Città».

30/10/2009 16.54


TUTTO SUGLI SWAP
 
QUANDO IL COMUNE DICEVA: «E' TUTTO TRANQUILLO»



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