Villa Pini, dipendenti ancora in occupazione. «Con 6mln non ci facciamo niente»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Prosegue senza sosta nella sede dell'assessorato regionale alla sanità l'occupazione degli uffici regionali da parte dei lavoratori del gruppo Villa Pini senza stipendio da quasi sette mesi.
La contestazione è cominciata ieri e non accenna a diminuire.
I lavoratori, con i rappresentanti sindacali di Cgil e Cisl, annunciano che proseguiranno la protesta fino a quando la loro situazione non sarà affrontata «in maniera definitiva».
Non contenti dell'incontro avuto ieri tornano a chiedere l'immediata convocazione di un tavolo permanente con le parti interessate per definire «soluzioni chiare, certe e conclusive al pagamento degli stipendi, la salvaguardia dei posti di lavoro e dei livelli di assistenza».
Secondo i manifestanti con poco piu' di 6 milioni di euro, stabiliti ieri, detratto il Durc, «non sarà possibile nemmeno pagare uno stipendio intero per tutti».
«Chiediamo alla giunta regionale - ha sottolineato Angela Scottu, della Cgil - che sia garantito il rispetto delle leggi che regolano l'accreditamento delle strutture sanitarie private con il servizio sanitario regionale».
Tali richieste sono state discusse anche nel corso del comitato direttivo della Cgil Abruzzo riunitosi in mattinata.
Per Scottu la crisi del gruppo Villa Pini «va risolta come ogni altra crisi aziendale perché siamo in emergenza sociale».
Sindacati e lavoratori chiedono inoltre l'intervento dei prefetti ed in particolare di quello dell'Aquila per evitare che la vertenza degeneri in problemi di ordine pubblico.
«La responsabilità di una situazione giunta a livello di emergenza sociale», dicono dal sindacato, «è innanzitutto della proprietà del Gruppo imprenditoriale privato che, con spregiudicatezza e cinismo, affida alla sola erogazione dei soldi pubblici il rispetto dei suoi doveri di imprenditore, a cominciare dal regolare pagamento degli stipendi. Ma non minore e' la responsabilita' della Giunta Regionale abruzzese che da mesi, ormai, appare paralizzata, incapace di decidere, persa nelle nebbie di interminabili calcoli e verifiche amministrativo-contabili, preoccupata solo di rinviare e che, spesso, sembra farsi beffe dei lavoratori».

28/10/2009 14.26


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