Porto Pescara, la giunta Mascia cauta sul nuovo progetto

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Riunione, ieri, a palazzo di città sul futuro dello scalo portuale pescarese. L’amministrazione comunale da anni ha preso coscienza che l’attuale porto è stato costruito male e genera una serie di ripercussioni negative.


L'insabbiamento è la piaga principale. Solo pochi giorni fa l'ennesimo affondamento di un peschereccio che avrebbe urtato contro una secca.
Così da anni Pescara paga milioni di euro per il dragaggio continuo ed il mancato sviluppo turistico.
Intanto si attende di approvare il nuovo progetto che costerà non meno di 50 milioni di euro.
«Prima di procedere con l'adozione di qualunque iniziativa urbanistica tesa allo sviluppo dello scalo portuale di Pescara», ha detto ieri il sindaco Albore Mascia, «dovremo attendere gli esiti della Valutazione Ambientale Strategica (Vas) applicata alle varie soluzioni di intervento prospettate dal professor Noli, che ha guidato il gruppo di studio che ha elaborato il progetto di ampliamento del porto stesso».
Obiettivo del vertice di ieri era quello di dare «nuovo impulso alle attività di programmazione di quelle opere che riteniamo prioritarie per la città per garantire lo sviluppo dello scalo portuale».
Ma questa volta il centrodestra promette di andare cauto e verificare bene gli eventuali effetti sull'ambiente delle nuove opere a mare.
«Riteniamo indispensabile», ha aggiunto il sindaco, «l'esecuzione della Valutazione ambientale strategica prima di decidere il progetto da realizzare sullo scalo portuale di Pescara, non possiamo rischiare altre opere-boomerang».
Solo da un paio di anni gli amministratori hanno ammesso e preso coscienza che l'attuale porto è stato costruito male per errori di progettazione, una piaga immensa che ha affossato tutte le attività che ruotano nell'ambiente e non solo.
Tuttavia per uno scempio del genere non ci sono state mai spiegazioni né responsabili.
Il progetto di sviluppo del porto, come hanno sottolineato il sindaco Albore Mascia e il consigliere Sospiri, «dovrà contemplare tra le priorità la deviazione del fiume oltre la diga foranea e il completamento del molo di levante, portando avanti quel programma di opere avviato dal sottosegretario alle Infrastrutture Nino Sospiri che ha difeso strenuamente la necessità di garantire lo sviluppo della struttura territoriale. Non solo: l'approvazione finale del Piano regolatore portuale ci consentirà anche di attingere a finanziamenti regionali e nazionali per la realizzazione delle opere contemplate nel Piano stesso, interventi che dovranno tornare a garantire la navigabilità dello scalo per la nostra marineria, per il traffico commerciale e passeggeri, ma anche la balneabilità della costa nord, spingendo le acque del fiume al largo, oltre la barriera costituita dalla diga foranea e, infine, scongiurando l'azione dell'erosione che sta lentamente cancellando la riviera sud».

27/10/2009 8.11