Ospiti Fao ad Anversa degli Abruzzi alla scoperta di carni e formaggi

Alessandro Biancardi

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ANVERSA DEGLI ABRUZZI. Un gruppo di una ventina di persone della Fao, l'organizzazione internazionale Onu per l'agricoltura, ha visitato sabato La Porta dei Parchi di Anversa degli Abruzzi.

La visita ha illustrato le varie attività dell'azienda, che segue l'intera filiera di produzione di formaggi e carni.
Dalla stalla al caseificio, dalla sala di stagionatura alle attività agrituristiche, gli ospiti – provenienti da Colombia, Cile, Regno Unito e altri paesi di tutto il mondo – non hanno smesso un attimo di fare domande manifestando un interesse e un entusiasmo davvero lusinghieri ma che non fanno che confermare l'attualità di attività tradizionali come queste nel contesto dei borghi medievali abruzzesi, caratterizzati da una storia materiale agropastorale e da una grande valenza ambientale.
Alla visita ha fatto seguito una degustazione di prodotti, che hanno ottenuto un apprezzamento appassionato; la successiva votazione ha visto letteralmente trionfare il Muffato, nuovo prodotto che ha coniugato i sapori e i saperi Mediterranei con quelli centroasiatici.
Questo formaggio nasce dalla missione in Afghanistan di Nunzio Marcelli per il progetto di cooperazione con i pastori Kuchi: nel corso del viaggio Marcelli ha avuto modo di conoscere le tecniche di lavorazione centroasiatiche, insegnando da parte sua ai pastori afgani le modalità di caseificazione tipiche degli Appennini.
Tornato in Abruzzo, ha voluto rendere concreta questa “contaminazione” di culture, e il risultato è il Muffato, un formaggio morbido dal sapore delicato, che pur avendo iniziato la produzione da pochi mesi sta già incontrando un grande interesse ed entusiasmo.
«L'attenzione per realtà come La porta dei parchi dimostra una volta di più come lo sviluppo di un turismo rurale che integri la produzione agropastorale ai servizi, offrendo uno scorcio autentico di cultura contadina, incontri un interesse crescente a livello nazionale e internazionale», commenta Marcelli. «Peccato che i tanti studi in materia non siano evidentemente a conoscenza degli amministratori di Anversa, comune dove come in molta parte delle zone interne sono sempre più i terreni abbandonati e che si caratterizzano per un declino demografico ed economico. Un trend che molte politiche europee, nazionali e regionali cercano di invertire perché dall'abbandono dei terreni discende il loro imbarbarimento, la perdita di identità rurale e di coesione sociale, una drastica riduzione della biodiversità e del numero di specie presenti e lo spopolamento dei borghi».
«Evidentemente tutto questo ad Anversa degli Abruzzi non interessa», continua Marcelli, «come dimostra l'immediata richiesta di rimuovere alcuni somari che l'azienda aveva portato a pascolare in un terreno dove si rendeva necessaria una manutenzione della sterpaglia, proprio all'imbocco delle Gole del Sagittario, un'area caratterizzata dalla presenza di sottobosco a rischio incendio, una volta faticosamente coltivata e in cui tradizionalmente erano presenti gli animali».

26/10/2009 15.50