Francavilla: si minacciano dimissioni e si temono altri scandali

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA. Salta a Francavilla al mare il piano casa: la delibera presentata dalla maggioranza alla fine è stata bocciata con una votazione in cui l'opposizione di centrodestra ha votato contro la legge Berlusconi.

E la maggioranza di centrosinistra si è spaccata, con voti a favore, voti contro e con astensioni.
Il tutto nella bagarre che il presidente di turno avvocato Vincenzo Di Lorenzo ha faticato a contenere, con minacce di espulsione a carico di qualcuno che aveva superato il limite dell'educazione nei confronti dei colleghi.
Il sindaco intanto, assente alla prima parte dei lavori, poi in aula e poi “convinto” dall'intervento dello stesso Di Lorenzo che era contrario a concedere il premio di cubatura ai soliti costruttori, alla fine non ha partecipato al voto.
Rinviati gli altri punti all'odg, come il problema della Banca Ifis con il prestito miliardario al Comune e che il Comune non sa come restituire.
In realtà la tensione nella maggioranza era palpabile fin da prima del Consiglio, quando il segretario Pd Luigi Borrelli è stato contestato perché il provvedimento che consentiva l'aumento di cubatura del 30% a chi abbatteva la casa e la ricostruiva in collina non è piaciuto al direttivo del partito democratico, nonostante un successivo emendamento.
La decisione sarebbe stata presa infatti senza un coinvolgimento del partito, ma all'interno di una Commissione in cui il nuovo assessore ha svolto un ruolo tecnico e politico, senza copertura e avallo di nessuno.
Tant'è vero che il rimprovero ricorrente era: «adesso capiamo perché l'assessore Tina Di Girolamo (che era presente in aula) è stata estromessa: con lei non sarebbe passato mai un provvedimento simile, l'ultimo assalto alla collina di Francavilla».

DIVISIONI TRASVERSALI E MINACCE DI DIMISSIONI

Al termine del consiglio solite minacce di dimissioni, alle quali seguiranno ripensamenti e distinguo perché, come sempre capita nei momenti difficili dell'amministrazione, le forze trasversali scendono in campo, unite da un solo comune denominatore: tenere chiusi i cassetti del Comune, evitare di far conoscere il modo allegro con cui in passato si è amministrato, non far capire che le casse comunali funzionavano per alcuni come un bancomat.
Hai bisogno di soldi?
Passa al Comune, una delibera non te la nega nessuno.
Non ci sono soldi in quel capitolo di bilancio?
Che problema c'è?
Qualcuno firmerà e tu intanto puoi riscuotere.
Magari ti concedo una consulenza e così, anche se non fai nulla, vieni pagato.
Se poi sei un dipendente comunale, il di più si aggiunge alla tua busta paga. Insomma, nel timore che si scopra questo vaso di Pandora scattano le prove di dimissioni al Consiglio.
Anche se il sequestro del porto turistico ha dato un colpo quasi definitivo alla credibilità di chi ancora vuole credere al buon governo di Roberto Angelucci e della sua maggioranza.

CONSULENZE? DEBITI FUORI BILANCIO? CE N'ERA PER TUTTI.

Prossimi nodi che stanno venendo al pettine l'indagine della Finanza sui prestiti della Banca Ifis, l'accertamento dei debiti fuori bilancio di cui si dovrà fare carico la nuova maggioranza, la pubblicazione sul sito del Comune – attesa da mesi – dell'elenco delle consulenze.
Una specie di radiografia, forse una Tac che chiarirà nei minimi particolari quali erano i nomi dei beneficiati da “Babbo natale Comune”, così come dai debiti fuori bilancio si capirà chi firmava l'ordine di pagare, pur non essendoci soldi in cassa.
E questo si saprà a breve, senza aspettare le decisioni dei vari giudici.
Perché quando si scherza, si scherza e si possono dire anche stupidaggini, come negare che la sabbia inquinata del porto è stata trasportata negli altri stabilimenti. Qualcuno, come noto, ci ha provato, ma in sede di indagine, davanti al Gip è emerso che esistono foto dei tecnici Arta che documentano l'uso della sabbia per il piazzale del porto e per il ripascimento di alcuni stabilimenti balneari a sud dell'Alento.
Esiste inoltre un provvedimento del sindaco Angelucci, datato 11 aprile 2008 (poco prima delle elezioni) che autorizzava questo trasporto del materiale sabbioso che proveniva da un sito che doveva prima essere bonificato, come il Comune ben sapeva dalla conferenza dei servizi del 12 aprile 2005.

Sebastano Calella 24/10/2009 11.43

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