Ponte del Mare, due mecenati non versano la quota. Spunta anche il "lodo"

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

5398

Ponte del Mare, due mecenati non versano la quota. Spunta anche il "lodo"
PESCARA. «Il Ponte del Mare non è ancora stato aperto al pubblico perché i collaudi non sono ancora stati effettuati».

Parola di sindaco Luigi Albore Mascia che tra qualche settimana si troverà probabilmente a dover inaugurare l'opera delle opere della ex giunta D'Alfonso.
Oggi il sindaco assicura che i ritardi per il collaudo non sono imputabili alla nuova amministrazione comunale, «ma alla montagna di problemi, grandi come macigni, che riguardano i lavori di realizzazione, problemi che stanno emergendo, l'uno dopo l'altro».
Si tratterebbe di problemi tecnici tra il collaudatore e il progettista circa la metodologia da seguire per effettuare le prove di carico.

IL LODO SUL PONTE

Ma ci sarebbero anche problemi finanziari con l'impresa Mospeca che ha chiesto al Comune il pagamento di 1milione e 80mila euro extra (oltre ai circa 6milioni di euro totali) «per errori commessi dalla passata amministrazione comunale di centrosinistra nella fase di consegna del cantiere».
Errori che avrebbero «prolungato i giorni di lavoro», assicura oggi Mascia.
In sostanza, spiegano dal Comune, quando la vecchia giunta ha consegnato le aree, le stesse non erano interamente disponibili, dunque è andata avanti con consegne parziali in attesa delle varie autorizzazioni, che però avrebbero impedito all'impresa di effettuare l'opera secondo le scadenze, determinando l'abbondante superamento dei 270 giorni previsti inizialmente nell'appalto.
La nuova amministrazione ha presentato le proprie riserve, avviando la procedura dell'accordo bonario, che comporterà la nomina di una terna di esperti la quale dovrà giudicare se le accuse dell'impresa siano o meno fondate.
Spunta così il Lodo del Ponte.

«DUE MECENATI NON HANNO PAGATO»

Ma i problemi non finiscono qui.
Due dei mecenati privati che avevano garantito la loro partecipazione alla spesa del Ponte non avrebbero ancora versato le quote promesse, dicono sempre dal Comune.
Perché mai?
Uno aveva garantito 200mila euro più Iva, dunque 240mila euro complessivi, da versare entro giugno 2009, «ma sino a oggi non è arrivato un centesimo», assicurano da Palazzo di città.
Il secondo avrebbe dovuto versare altri 240mila euro, «ha pagato la prima metà, ma non abbiamo traccia degli altri 100mila euro più Iva, dunque altri 120mila euro che non sono stati versati entro i termini, nonostante i vari solleciti telefonici e le raccomandante spedite dai nostri uffici che, tra l'altro, hanno già emesso anche le relative fatture».
Nel frattempo al Comune stanno arrivando ogni giorno richieste di pagamento da parte di imprese e fornitori che chiedono, ovviamente, il proprio compenso.
Problemi su problemi, insomma mentre il Pd continua a scalpitare e chiedere perché non venga tagliato questo benedetto nastro.
D'altronde il centrosinistra la sua inaugurazione l'aveva già fatta oltre cinque mesi fa e nemmeno un pescarese per il momento ha avuto l'occasione di poter testare l'opera.
«Mi meravigliano i continui interventi del centrosinistra», ha detto stizzito il sindaco, «che ci ha addirittura accusato di boicottare apertamente l'apertura del ponte che, secondo loro, sarebbe pronto. Meravigliano quelle affermazioni da parte di chi ben sa quale pasticcio ha lasciato alla città».

MA COME SI COLLAUDA IL PONTE?

Nei giorni scorsi la ditta Mospeca, responsabile dei lavori di costruzione, ha incontrato il dirigente comunale Giuliano Rossi anticipando verbalmente alcune scadenze che restano per ora ipotetiche: in sostanza la prossima settimana dovrebbero iniziare le prove del collaudo dinamico affidate all'Università di Trento, prove che dureranno almeno una settimana.
Intorno al 5 novembre dovrebbe partire il collaudo statico delle parti in metallo del ponte, mentre quelle della parte in calcestruzzo sono già state effettuate.
Tali prove dureranno almeno cinque giorni e dovranno essere eseguite con il posizionamento lungo l'asse pedonale e lungo quello ciclabile di 54 furgoncini di 35 quintali l'uno, caricati in sei modi diversi, operazione complessa che richiederà anche la mobilitazione della Polizia municipale sul posto.
In realtà, come aveva annunciato il professor Siviero, collaudatore delle opere, quelle prove dovevano svolgersi già nel mese di settembre, «ma i tempi si sono dilatati – ha ancora detto il sindaco Albore Mascia – per una corrispondenza intercorsa tra il professor Siviero e il professor De Miranda, progettista incaricato dalla ditta, circa le metodologie da seguire per effettuare le prove, non esistendo precedenti su cui fare affidamento».
Va avanti in questi giorni anche il sondaggio del quotidiano Il Centro sull'intitolazione del Ponte. Prima in classifica l'opzione “Luciano D'Alfonso”.
Al secondo posto è salito Giacinto Auriti, (professore universitario e “padre” dei Simec) nome caldeggiato dall'associazione Terra Nostra.

a.l. 24/10/2009 11.26

CONDIVIDI GLI ARTICOLI DI PDN SU FACEBOOK