Codici chiede i dati del monitoraggio Utap, la Asl non risponde

Alessandro Biancardi

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PENNE. Nel 2008 è stata avviata l’unità territoriale di assistenza primaria (Utap) «in via sperimentale». Una sperimentazione che, come prescrive l’accordo, va monitorata annualmente. L’associazione Codici Abruzzo ha chiesto le carte a settembre. Ma, ad oggi, la Asl non risponde.
Strano modo di intendere la trasparenza e l'amministrazione della cosa pubblica.
Una struttura «in sperimentazione» in tutto e per tutto, tanto che, secondo la Asl, non si rende necessaria nemmeno l'agibilità di un luogo dove si recano decine di persone per farsi curare.
A dirlo è stato proprio l'attuale manager della Asl di Pescara, Claudio D'Amario, che chiaramente, in una missiva, ammetteva la “svista” della mancata agibilità, ma aggiungeva una presunta attenuante, appunto la natura “sperimentale” dell'Utap.
L'associazione Codici, ad oggi, non può far altro che prendere atto che la «struttura Utap di Penne è sfornita di certificazione di agibilità e che non sono state osservate le prescrizioni dell'Ufficio Prevenzione e Protezione per la sicurezza Interna che dall'11.01.08 aveva segnalato le gravi carenze che dovevano essere sanate prima dell'inizio dell'attività».
Per ottenere la documentazione relativa ai sopralluoghi, ai verbali e alle firme che di fatto hanno dato il nulla osta all'apertura, Codici Abruzzo ha aspettato per 2 mesi.
Ora la storia potrebbe ripetersi ma su un argomento molto importante in tempi di “meritocrazia” e “tagli”: il “monitoraggio” della sperimentazione, fondamentale per capire come stanno andando le cose.
Le Utap sono strutture nelle quali ogni paziente ha la possibilità di incontrare il proprio medico curante coadiuvato da infermieri, specialisti e medici di guardia che saranno a disposizione durante l'intero arco della giornata.
I medici che operano all'interno dell'Utap hanno a disposizione gratuitamente dalla Asl di Pescara (delibera della Giunta Regionale n.1212 del 23.11.2005) tutto il necessario per lavorare: sede, arredi, attrezzature sanitarie, mezzi informatici e collegamenti in rete, rete di telefonia fissa, telefonia mobile di servizio. Anche tutti gli altri costi di gestione sono a carico dell'Azienda Sanitaria. Fin qui nessun problema. Ma sarebbe bene conoscere i risultati di investimenti fatti con i soldi di tutti i cittadini.

LE REGOLE CI SONO MA…


Nell'accordo per l'istituzione dell'Utap (obbligatoria dal 2007 per ogni Asl), firmato dall'allora direttore generale Antonio Balestrino, dal referente Utap Area Vestina Pio Pavone e dal direttore del distretto socio sanitario di Penne Maria Antonietta Colasante, si rintraccia in molti articoli la volontà di monitorare la struttura per mezzo di indicatori e obiettivi.
All'art.8 dell'accordo vengono indicate “le cinque aree obiettivo” (obiettivo salute e sistema informativo epidemiologico, accoglienza dell'utenza,formazione professionale, valutazione di impatto, performance e management), mentre all'art.9 si trovano “gli indicatori” (numero di accessi, spesa farmaceutica, realizzazione obiettivi regionale ed aziendali,realizzazione del programma annualmente definito).
Tra “i principi ispiratori”, sottesi alla realizzazione dell'Utap, anche quello di «assegnare un ruolo attivo alle amministrazioni locali nella programmazione e nel monitoraggio». L'art.16 stringe la “morsa” del controllo prevedendo “steps” di verifica con cadenza trimestrale a cura dell'Ufficio di staff del Distretto socio sanitario di Penne.

CODICI: «VOGLIAMO LE CARTE DEL MONITORAGGIO»

Stabilite regole ed obiettivi, il monitoraggio viene fatto e si può vedere?
Qual è il beneficio che quella struttura ha sulla collettività?
A chiedere i documenti (il 4 settembre scorso) è stato Codici. A non rispondere la Asl. Perché tutto questo ritardo e nessuna risposta da una amministrazione pubblica tenuta e obbligata a fornire risposte e trasparenza?
Nella lettera si chiede copia della relazione annuale che ai sensi dell'art 6 della convenzione la commissione Aziendale per la Sperimentazione Utap avrebbe dovuto produrre.
Inoltre Codici vuole avere copia del cosiddetto “patto solidale” e della “carta dei valori e dei servizi”.
Infine si chiede copia dell'atto sottoscritto dai componenti dell'Utap e dal Direttore del distretto socio sanitario di base di Penne con il quel sono stati individuati gli obiettivi specifici e gli indicatori.
Non dovrebbe essere difficile reperire i dati per la Asl perché, da come si apprende dai comunicati stampa per il lancio della sperimentazione, la struttura è dotata del «moderno concetto di archiviazione informatica dei dati sanitari di tutti i pazienti».
L'associazione Codici non esclude la segnalazione del caso alla Corte dei Conti e altre iniziative eclatanti per ottenere quanto la legge gli consente.
La trasparenza in certi casi potrebbe essere un toccasana.
Certe altre è una vera rottura (per chi amministra).

Manuela Rosa 24/10/2009 10.36

[url=http://www.primadanoi.it/notizie/22153-D-Amariol-Utap-di-Penne-%E8-senza-agibilit%E0-Parte-l-esposto-di-Codici]L'UTAP DI PENNE SENZA AGIBILITA'[/url]


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