Air One, Province scrivono a Letta: «no al trasferimento»

Alessandro Biancardi

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Air One, Province scrivono a Letta: «no al trasferimento»
ABRUZZO. Aeroporto declassato, 90 tecnici qualificati ed operai a casa: questo il risultato dell'accordo governativo che sposta la manutenzione degli aerei a Napoli.
E così il polo di eccellenza che da anni operava a Pescara sarà smantellato: 40 dipendenti a tempo determinato da lunedì cominceranno ad essere mandati a casa alla scadenza dei contratti, per gli altri 50 a tempo indeterminato lo spettro è il trasferimento a Napoli. Il malessere di questi operai ed il pericolo per tutta l'economia del territorio sono andati in scena alla Provincia di Chieti, dove ilpresidente Enrico Di Giuseppantonio ha convocato il suo collega di Pescara Guerino Testa, Verino Caldarelli, sindaco di San Giovanni Teatino e Claudio D'Intino, assessore al Comune di Chieti (tra l'algtro interessato anche perché una ventina di questi operai provengono dalla ex Oliit ed erano stati formati in appositi corsi di addestramento pagati dalla Regione).
In pratica già da oggi non atterrano più gli Airbus per la manutenzione e di fatto il centro di manutenzione è sotto utilizzato per scelte della Cai, la società subentrata ad AirOne di Carlo Toto. Di qui la preoccupazione e i sindacati e delle amministrazioni locali che ieri si sono riuniti Chieti.
Ieri mattina, presso la Sala di Giunta della Provincia si è tenuto un vertice, convocato dal presidente Enrico Di Giuseppantonio, per affrontare la situazione dei lavoratori ex Air One (ora Cai) a rischio per lo spostamento dell'intero comparto delle manutenzioni a Napoli.
All'incontro hanno partecipato il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, l'assessore alle Attività Produttive del Comune di Chieti, Cristiano D'Intino, l'assessore alle Politiche del Lavoro del Comune di Pescara, Guido Cerolini Forlini, il sindaco di San Giovanni Teatino, Verino Caldarelli, una delegazione dei lavoratori, insieme ai delegati sindacali.
Al termine dell'incontro, in cui lavoratori e istituzioni hanno fatto fronte comune per difendere la permanenza del centro di manutenzione dell'ex Air One nell'Aeroporto d'Abruzzo, tutti i partecipanti hanno sottoscritto una lettera diretta al sottosegretario della Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, chiedendo un incontro urgente per affrontare la problematica.
La copia della lettera, accompagnata da una richiesta di sostegno e di partecipazione, è stata inviata anche al presidente della Regione, Gianni Chiodi, e agli assessori regionali Giandonato Morra (Trasporti) e Paolo Gatti (Lavoro).
La segreteria dell'onorevole Letta, interpellata dopo la sottoscrizione della lettera, si è detta disponibile a fissare l'incontro a breve.
«Abbiamo dato dimostrazione di unità d'intenti – ha spiegato il presidente Di Giuseppantonio – e di sinergia istituzionale di fronte ad un grave minaccia che potrebbe causare anche il declassamento dell'Aeroporto d'Abruzzo e la scomparsa di preziosissimi posti di lavoro».
Un'eventuale chiusura del centro di manutenzione e la perdita di circa 120 posti, tra servizi ed indotto, si aggiungerebbe alla già grave crisi in atto nel territorio della Val Pescara e nelle province di Chieti e Pescara, che comporta un forte allarme sociale per la cronica mancanza di occupazione.
«Vigileremo attentamente», ha assicurato Di Giuseppantonio, «in stretto raccordo tra di noi, affinché nessun posto di lavoro venga perso o, peggio, trasferito in altre regioni».

24/10/2009 9.02