Foca Monaca, una scultura in partenza da Pescara per la Croazia

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Al termine di un’estate di avvistamenti, parte da Pescara la statua diretta in Croazia.


Stabilire stretti rapporti tra le diverse comunità di piccoli centri marinari del Mediterraneo uniti da un “insolito destino”, quello di ospitare un tempo, e in molti casi ancora oggi, la rarissima Foca monaca, uno degli animali più rari del pianeta.
La prospettiva è quella di aumentare il comune senso di responsabilità verso la specie e promuovere lo scambio di esperienze e buone pratiche di gestione.
E' questo lo spirito che ha animato ieri la speciale Giornata dedicata a questo animale organizzata a Pescara, presso il Circolo Nautico del Porto Turistico della città, dal Gruppo Foca Monaca e dal WWF e che ha visto come momento clou il saluto dei bambini di una scultura in pietra raffigurante una Foca monaca con il cucciolo.
La statua è la copia in versione leggermente ridotta di quella già presente a Marettimo, nelle Isole Egadi: un progetto voluto da Marco De Salvo, un giovane attivista del gruppo Foca Monaca, e appoggiato dal WWF per promuovere una sorta di gemellaggio tra le comunità che ospitano questa importante specie, purtroppo ancora oggi in pericolo di estinzione nel Mediterraneo. L'iniziativa si inquadra nel percorso del WWF verso il 2010, anno della Biodiversità.
La statua infatti partirà oggi dal porto di Pescara e viaggerà insieme ai messaggi e ai disegni preparati da alcune classi elementari della città diretta al porto di Komiza, in Croazia, dove l'attende un vero e proprio comitato di accoglienza.
L'area di Komiza è infatti una delle zone del Mediterraneo ancora frequentate dalle foche.
La statua verrà donata dagli esperti del Gruppo Foca Monaca alla comunita' di Komiza e in particolare sarà accolta da una delegazione di bambini e ragazzi delle scuole elementari per poi essere posizionata nell'area portuale della cittadina.
L'evento arriva al termine di un'estate particolarmente ricca di avvistamenti di foche lungo le nostre coste, come hanno riportato anche le cronache dall'Isola del Giglio e il più recente all'Isola di Ponza, in condizioni in cui le comunita' e gli “uomini di mare” hanno scarse informazioni sulla specie e su come gestire queste situazioni.
Oltre agli incontri con le scuole, la mostra fotografica, le proiezioni di documentari sulla specie e attività didattiche gli esperti hanno anche potuto fare il punto sulle più aggiornate conoscenze sulla specie.
«E' importante poter preparare le comunità ad un possibile ritorno della specie non solo attraverso gesti simbolici ma altresì divulgando il più possibile, anche con l'aiuto di esperti e gruppi che si dedicano da anni a questa specie, informazioni più aggiornate possibili sulle condizioni di vita delle foche monache nel Mediterraneo – ha dichiarato Camilla Crisante, Presidente del WWF Abruzzo - Va vista proprio in questo quadro l'attività' che viene svolta dal Gruppo Foca Monaca; attività senza la quale non potremmo avere conoscenza dello stato della presenza di un gioiello del Mediterraneo, una tra le specie più rare al mondo».
«Questa lunga estate di avvistamenti ha portato alla ribalta la specie che, purtroppo nel passato, molti esperti avevano data per praticamente estinta - ha dichiarato Emanuele Coppola, documentarista e promotore del Gruppo Foca monaca – Sono 27 gli avvistamenti che hanno potuto avere una validazione da parte del Gruppo Foca Monaca, a fronte di varie decine di segnalazioni che in molti casi sono state giudicate dubbie o non sufficientemente supportate da elementi certi. L'animale ha dunque frequentato in questi anni le coste della Sardegna, delle Isole Egadi in Sicilia, dello Ionio, della Puglia, della Toscana e delle Isole Pontine».
«La foca del Mediterraneo è uno dei mammiferi più rari al mondo e appartiene ad una regione considerata dal WWF una delle priorità globali, al pari dell'Amazzonia o del Congo – ha dichiarato Antonello Pollutri , Referente Biodiversità del WWF Italia - In particolare il 28% delle specie marine del Mediterraneo risulta endemico, ovvero, ‘tipico' di questa regione, 700 sono le specie ittiche delle quali 110 sono di fatto risorse oggetto di pesca. 15 sono le specie di cetacei regolarmente presenti tra cui anche una popolazione “mediterranea” di Balenottera comune. In zone costiere e pelagiche, si trovano aree di nursery per squalo bianco, squalo grigio, e verdesca».

23/10/2009 8.47