Sequestro porto: indagati Angelucci con dirigente, progettista e ditta

Alessandro Biancardi

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Sequestro porto: indagati Angelucci con dirigente, progettista e ditta
FRANCAVILLA. La sabbia inquinata del porto utilizzata per il ripascimento degli arenili degli stabilimenti balneari di Francavilla sud, dalla foce del fiume fin verso la Sirena.
Per questa ipotesi di reato (la sabbia inquinata è un rifiuto speciale e non si può trasportare come se niente fosse) è scattato il sequestro delle opere costruite alla foce dell'Alento per quello che doveva essere il porto turistico di Francavilla (in realtà era solo un Approdo per la piccola pesca e turistico).
Insieme al sequestro sono stati inviati quattro avvisi di garanzia per gestione illecita di rifiuti in concorso tra loro all'ex sindaco Roberto Angelucci, all'architetto Stefano De Vito, coordinatore responsabile del progetto, al responsabile unico del procedimento architetto Paola Chiola, dipendente comunale, e alla ditta costruttrice di Badia Polesine che aveva vinto l'appalto per 1,5 milioni di euro (fine dei lavori a giugno 2008).
Come noto, per il porto si trattava di realizzare un primo lotto di un progetto molto più grande per 162 posti barca, con annessi ristorante, negozi, servizi, sala polifunzionale, pista ciclabile ecc. con uno specchio d'acqua di 16 mila metri quadrati.
Un progetto subito contestato dal Wwf e dalle altre associazioni ambientaliste, ma che la precedente amministrazione comunale Angelucci ha voluto fortemente.
Ora, secondo le ipotesi investigative fatte proprie dal pm Giuseppe Falasca che ha richiesto il sequestro accordato dal gip, quella zona dove sono stati effettuati i lavori alla foce del fiume Alento era un sito Sin, cioè di interesse nazionale, che doveva prima essere disinquinato e bonificato dalle sabbie che contenevano anche mercurio, diossine, selenio e rame in concentrazioni superiori ai limiti consentiti per legge. Invece la sabbia proveniente dall'escavazione dei fondali dell'approdo è stata utilizzata impropriamente, oltre che per il livellamento del piazzale antistante il porto, anche per il ripascimento dell'arenile a Sud della struttura in costruzione, proprio nel tratto centrale del litorale francavillese, fino al pontile della Sirena.
E quindi il sequestro riguarda anche questa spiaggia sud.
«Mi auguro che i prossimi prelievi sulla sabbia possano scongiurare il rischio di contaminazione di tutto il litorale per ora sotto sequestro», ha dichiarato il comandante della Forestale di Chieti che insieme alla Finanza, Gruppo aero-navale di Pescara, ha operato il sequestro.
«Mi spiace sinceramente per questa pubblicità negativa su Francavilla – ha sottolineato il sindaco incarica Nicolino Di Quinzio – noi ci eravamo accorti che qualcosa non andava nella vicenda del porto ed abbiamo sospeso subito i lavori iniziati da chi mi ha preceduto. Addirittura per questo sono stato aspramente criticato in consiglio comunale e fuori, come se noi fossimo degli irresponsabili. Alla luce di questo sequestro mi pare che irresponsabili siano tutti quelli che hanno concorso a questo scempio. Mi auguro solo che le ricadute sull'economia di Francavilla non siano gravi. Certo è che le responsabilità adesso sono chiaramente attribuibili». Insomma sembrerebbe quasi di trovarsi di fronte ad una vicenda che ha applicato in modo scientifico il metodo di fare comunque i lavori “tanto ci sono i soldi” senza considerare gli aspetti ambientali e la necessità di autorizzazioni.
Una vicenda complessa che vede anche alcune incertezze sulle competenze dell'Arta ed una distrazione della Regione delle quali hanno approfittato gli sponsor dell'opera che un po' frettolosamente hanno dimenticato che quello era il Sin Saline-Alento, cioè uno dei 56 siti di interesse nazionale da bonificare.
E' molto strano che tutto il sistema amministrativo dei controlli sia saltato. Possibile che nessun ente preposto si è accorto della macroscopica violazione della legge approvando senza rilievi il progetto?
E come ha comunicato agli interessati il Ministero dell'ambiente nel dicembre 2008, tutti gli atti che hanno autorizzato il porto erano da considerarsi illegittimi.
Cioè il porto lì non si poteva proprio costruire.
Ora il sequestro ed il pericolo che il porto rimarrà per molto tempo un'incompiuta dove sono stati spesi immotivatamente soldi pubblici.
E dopo un esposto alla magistratura ordinaria da parte degli ambientalisti, è stata informata anche la Corte dei conti.

Sebastiano Calella 23/10/2009 8.23

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