Ipab Teramo, Idv: «una riforma penalizzante per il territorio»

Alessandro Biancardi

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CIVITELLA DEL TRONTO. Al via lo scippo della Casa di Riposo Alessandrini di Civitella del Tronto? Giuseppe Zunica dell’Idv lancia l’allarme.

Il Progetto di riforma delle Ipab (Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza) in Asp (Aziende Pubbliche di Servizi alle Persone) voluto dall' assessore regionale alle Politiche Sociali Paolo Gatti sta per essere varato.
Nella provincia di Teramo sono interessate 34 strutture che per opera di questa legge regionale dovrebbero accorparsi forzatamente al fine di costituire una unica azienda a carattere provinciale.
«Di colpo», contesta Zunica, «tutte quelle strutture, soprattutto ospizi e asili, che sono sorte nel nostro territorio per lungimiranza di alcuni volenterosi mecenati, e che nel tempo sono diventate anche “eccellenze” nei servizi offerti agli anziani e ai bambini, vengono forzatamente enucleati da quel contesto socio-locale in cui per tutti questi anni hanno avuto un rapporto osmotico
sia con la popolazione che con le istituzioni».
Anche se negli ultimi anni la nomina del presidente è stata di competenza regionale, è stato sempre
nominato un soggetto autoctono «che nel bene e nel male», spiega Zunica, «aveva un rapporto con il territorio e conosceva il contesto sociale dell'istituzione».
Ora il timore è quello di un presidente unico provinciale, «anch'egli di nomina regionale, con un consiglio di amministrazione a tre, formato appunto dal presidente e da due consiglieri nominati dall'assemblea dei soci, la quale è costituita dalle rappresentanze degli Enti e dei soggetti portatori
originari di interessi, oltre ovviamente i revisori contabili. Alle amministrazioni comunali spetta inoltre la nomina di tre membri in seno all'assemblea».
L'assemblea sarà così composta da diverse decine di persone «che debbono mettersi d'accordo per nominare due membri del consiglio di amministrazione. Quindi ampi poteri al consiglio di amministrazione che si trova a gestire 34 strutture provinciali con tutti gli annessi e connessi: personale (oltre 1000 dipendenti), appalti dei servizi, manutenzione del patrimonio edilizio,
forniture. Potete immaginare voi stessi quanto potere è concentrato in questo organismo».
Ma la parte più rilevante di questa legge sta nel fatto che le strutture debbono conferire a questa nuova azienda anche il patrimonio immobiliare.
«Noi pensiamo», continua il rappresentante dell'Idv, «che la strada da percorrere sia quella di favorire eventualmente, gli accorpamenti volontari e non forzosi delle nuove ASP, in modo da creare sinergie con i territori limitrofi salvaguardando sia le professionalità delle maestranze, sia la specificità locale dell'istituzione».

19/10/2009 12.00