Di Mattia:«A Montesilvano comanda il cemento». Cordoma e la giunta querelano

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. Il sindaco Pasquale Cordoma (insieme agli assessori De Vincentiis, Di Giacomo, De Landerset, Masci, Di Giacomo, Bosio, Di Felice e Da Ventura) ha sporto denuncia nei confronti del neo consigliere provinciale dell’Idv, Attilio Di Mattia.

Una querela per diffamazione compiuto a mezzo blog e pare depositata direttamente alla stazione locale dei carabinieri che ha fatto partire immediatamente le indagini.
Le frasi ed i concetti contestati sono tutti nel blog di denuncia e di informazione www.attiliodimattia.it , una piazza virtuale che il consigliere utilizza per comunicare con i suoi elettori e i semplici cittadini, lancia proposte, fa politica «in totale trasparenza e condivisione di idee e pensieri».
«Se gli argomenti della gestione della cosa pubblica della nostra città non mi fossero così care la denuncia per diffamazione della Giunta di Montesilvano contro il mio Blog mi farebbe solo ridere», spiega Di Mattia, «ma l'atteggiamento, oltre che ridicolo e politicamente immaturo, di chi denuncia un reato che è oggettivamente inesistente è quello di chi vuole intimidire, di chi non ha la coscienza e la sensibilità di accettare critiche, di chi non ha la cultura democratica per accettare una dialettica politica che è e deve essere libera, con toni accesi e provocatori. Non solo non mi sento intimidito, ma sono ancora più determinato a portare avanti la mia azione quotidiana di opposizione e di denuncia a chi ci governa. E siccome non mi piace lasciare le cose a metà, ben volentieri torno proprio su quei temi al centro dell'intervento “Montesilvano ed il Parco delle Sorprese” pubblicato giorni addietro sul mio blog, per meglio precisare e per meglio dire e ribadire contenuti e problematiche squisitamente politiche».
Di Mattia poi lancia una pubblica sfida al Sindaco Cordoma.
«Per questi tipi di argomenti non è l'aula di un tribunale il posto principale dove due politici si confrontano e non sono avvocati e magistrati che devono giudicarci. Incontriamoci in pubblico, davanti a giornalisti e soprattutto davanti ai cittadini nostri elettori. Sempre che chi mi vuole intimidire ne abbia la stoffa e il coraggio», ha proposto il consigliere provinciale.
Le frasi che hanno fatto scattare l'ira della giunta riguardavano una certa influenza del “mattone” sulla politica,insomma una cosa mai vista a Montesilvano...

«NON C'E' STATO IL CAMBIO DI ROTTA RISPETTO AL PASSATO»

Ma oggi Di Mattia vuole chiarire ulteriormente i concetti espressi ed attaccati dalla giunta.
«Io non credo che il sindaco Cordoma abbia realizzato un netto cambio di rotta nella gestione della Res Publica e sono pronto a un dibattito pubblico su alcune questioni che mi limito a ricordare. Per esempio ad appena tre mesi dall'insediamento, battendo ogni record, il sindaco Cordoma è riuscito a finire al centro di un'inchiesta, ancora aperta, circa pesanti anomalie su un concorso pubblico».
«Alcune scelte», aggiunge, «in materia di riorganizzazione della macchina comunale, fortemente volute da Cordoma, hanno portato al depotenziamento dei controlli e degli interventi di repressione dell'abusivismo edilizio, gradito alla lobby del mattone e ben tollerato dai nostri amministratori (Ciclone docet). Il drastico depotenziamento dell'ufficio repressione abusi edilizi», continua Di Mattia, «un tempo strettamente legato al settore urbanistico ed ora finito in altro settore e senza alcun rapporto con l'edilizia privata che peraltro fa capo ad altro dirigente, la dice lunga sulla volontà politica degli attuali amministratori di voler creare le condizioni favorevoli per il ripristino della legalità nel comparto. I vigili continuano a segnalare abusi edilizi ma l'ufficio repressione abusi edilizi è stato messo nelle condizioni di non poter operare. Ad inizio 2009 le pratiche inevase, in parte ereditate dalle passate gestioni, risultavano ben 500 ed oggi quel settore può disporre soltanto di un dirigente e tre dipendenti, di cui uno a tempo parziale ed un usciere. Ed io domando innanzitutto a me stesso: “Cui prodest?”».
«C'è stata poi la nomina di un superdirigente “esterno” a capo della nuova macrostruttura comunale, che costa alla collettività 7 mila euro al mese e che è indagato per aver versato un sostanzioso contributo alla Fondazione Europa Prossima dell'ex Sindaco D'Alfonso per ricevere in cambio consulenze da 120mila euro, dovrà pur significare qualcosa oppure no? E' forse», spiega ancora Di Mattia, «marginale che la nomina di questo superdirigente sia stata anche oggetto d'indagine da parte del pm Gennaro Varone e che il Sindaco Cordoma sia stato egli stesso indagato a suo tempo per abuso d'ufficio? E come dovremmo invece interpretare l'emarginazione, operata dalla Giunta Cordoma, di un altro dirigente comunale, contraddistintosi in passato per aver denunciato, in piena gestione commissariale, fatti e misfatti in materia di appalti pubblici della gestione Cantagallo?».

16/10/2009 8.21