Inchiesta Scafa, la Procura ha chiuso l’indagine

Alessandro Biancardi

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PESCARA. La Procura di Pescara ha depositato l'avviso di chiusura delle indagini sull'attività del distretto sanitario di Scafa (Pescara). Adesso bisognerà aspettare l’udienza preliminare con la quale si deciderà se rinviare a giudizio gli indagati.

Tra le accuse, a vario titolo, associazione per delinquere finalizzata alla truffa, poi falso, peculato, turbata libertà degli incanti
L'inchiesta, partita ad agosto del 2008, è scoppiata a inizio dello scorso giugno con l'arresto dell'allora responsabile del distretto sanitario, Riccardo Alderighi, la moglie Fabrizia Di Domenico, la segretaria Nadia Nubile ed il presidente della tredicesima commissione d'invalidità Fulvio De Arcangelis.
Nel mirino del pm Gennaro Varone che ha coordinato le presunte irregolarità nella gestione della commissione di invalidità civile, nei lavori di manutenzione delle strutture e nelle procedure per riparare i macchinari elettromedicali. E poi ancora l'utilizzo dei badge per le timbrature e strani casi di riparazioni domiciliari a casa del direttore sanitario da parte dei dipendenti della Asl in orario di lavoro.
Alderighi ha ottenuto quasi immediatamente la revoca dei domiciliari e, nell'agosto scorso, anche la reintegra nelle funzioni di presidente della commissione invalidi del distretto sanitario di Scafa da cui era stato sospeso per due mesi.
Sedici in totale gli indagati che devono rispondere a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, di falso, truffa, turbata libertà degli incanti. Oltre alle 4 persone colpite da misura cautelare tra gli indagati figurano il sindaco di Roccamorice, Antonio Carmine del Pizzo, come medico e componente della 13/a commissione di invalidità, dipendenti della Asl, per lo più autisti, medici e imprenditori.


ASSENZE DAL LAVORO E COPERTURA RECIPROCA

Alderighi, la moglie e la segretaria, secondo quanto sostiene l'accusa, erano legati da un patto di «mutuo soccorso» che consentiva di assentarsi puntualmente dall'ufficio.
La squadra mobile, diretta da Nicola Zupo, ha infatti verificato che i tre non si recavano tutti i giorni al lavoro ma si scambiavano i bedge che venivano vidimati da altre persone che così formalmente riuscivano a creare una “presenza virtuale” sul posto di lavoro.
A Nadia Nubile, la segretaria, viene contestato il peculato.
Come accertato dalle intercettazioni telefoniche, la donna usava la linea telefonica del distretto per chiamate private.
Il gip Luca De Ninis parlò invece di «diffusa illegalità» e spiegò nell'ordinanza di custodia che «le intercettazioni documentano una congerie di raccomandazioni, illegalità, e la sistematica disponibilità del direttore al falso ideologico in favore di soggetti postulanti esaminati nelle commissioni per il riconoscimento delle invalidità».
La situazione creata in quel distretto era di «totale asservimento delle risorse pubbliche al soddisfacimento degli interessi personali del direttore e del suo nucleo familiare», continuò De Ninis, «che ha determinato un clima di diffusa illegalità al quale ognuno si e' adeguato ricavando la sua fetta di torta in una rete inestricabile di reciproche complicità».

I DUBBI SULLA COMMISSIONE DI INVALIDITA'

Le indagini, partite da una segnalazione che voleva infermieri della Asl di Scafa a casa del direttore sanitario Alderighi per lavori di ritinteggiatura, hanno poi portato a focalizzare l'attenzione sulla figura del presidente della XIII commissione invalidità, Fulvio De Arcangelis, che risulta aver partecipato ad un numero elevatissimo di commissioni mediche.
Nel mese di ottobre 2008 ne avrebbe tenuto ben quattro ogni giorno, sabati e domeniche comprese, un dato statistico che per il giudice risulta «evidentemente irreale» oltre che essere in contrasto con alcune norme di settore.
Le riunioni della commissione, dunque, non erano collegiali ma nella documentazione si attestava falsamente la presenza anche dei medici assetti che per questo risultano indagati.
Sarebbero circa una trentina i casi di false attestazioni di invalidità accertate dalla polizia.
In uno di questi emerge addirittura una incredibile trattativa sulla percentuale di invalidità da riconoscersi.

15/10/2009 9.29

ASL DI SCAFA: DIRETTORE SANITARIO E ALTRI TRE IN MANETTE: «ILLEGALITÀ DIFFUSA» 
ALDERIGHI: UN DIRETTORE SANITARIO CON LA PASSIONE (STIPENDIATA) DELLA CACCIA 
FALSI INVALIDI: «PERCENTUALE MERCANTEGGIATA CON I MEDICI SENZA VISITE» 
INCHIESTA SCAFA:GLI ARRESTATI RESPINGONO LE ACCUSE E CHIEDONO DI USCIRE 
RESTANO AI DOMICILIARI ALDERIGHI E LA MOGLIE. SCARCERATO DE ARCANGELIS
 
DOPO L'ARRESTO IL DIRETTORE ALDERIGHI PUÒ TORNARE AL LAVORO ALLA ASL DI SCAFA