Il sondaggio sul Ponte del mare "scomoda" la massoneria…

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

7750

Il sondaggio sul Ponte del mare "scomoda" la massoneria…
PESCARA. Si era già tenuto un sondaggio tra le scolaresche per stabilire il nome da dare all’opera più controversa della recente storia cittadina.

Si scelse “il ponte del mare”, [url=http://www.primadanoi.it/notizie/2214-Ecco-il-nuovo-ponte-per-Pescara ]era il 2006[/url], furono coinvolte gli studenti e fin da subito si parlò di «forte simbolismo».
Ne ha parlato più volte anche l'ex sindaco, Luciano D'Alfonso, che è stato il promotore dell'opera. Ma simbolo di che cosa?
Di fratellanza e di unione tra i popoli, si è sempre detto.
Poi dalle pagine de Il Centro salta fuori che qualcuno vorrebbe cambiare il nome dell'opera ed intitolarlo a Paolo VI e ad inaugurarlo (ancora una volta) potrebbe arrivare il cardinale Tarcisio Bertone.
La cosa potrebbe non essere di grande rilevanza ma l'associazione Terra Nostra storce il naso e su Facebook inizia una campagna di sensibilizzazione schierandosi contro la proposta e tirando in ballo persino la massoneria.
Ma che c'entra il Ponte del mare con la massoneria?
«I ponti e gli archi», risponde il presidente della associazione Gianluca Monaco, «rappresentano un simbolo di unione, di congiunzione, nella simbologia massonica ed anche una forma architettonica complessa pregna di calcoli per la sua realizzazione che mette a dura prova l'ingegno umano. Quell'ingegno tanto caro ai devoti del Grande Architetto Dell'Universo. Si è sempre detto che è un'opera “fortemente voluta”. Perché mai si è “fortemente voluta” la realizzazione di un ponte “simbolico” tra le due sponde del fiume Pescara, che servirà a poco, non sarà per tutti e costato non poco? Non escludiamo che quell'opera sia stato un atto di “marcatura” del territorio, lo stesso atto per il quale è stato voluto e finanziato il Ponte da operatori economici riconducibili a lobbies precise».
Di problemi Pescara ne ha fin troppi e tirare in ballo una associazione come la massoneria forse è troppo.
E' vero tuttavia che la procura ha creduto di individuare una associazione segreta che ha proliferato durante l'era D'Alfonso, ma quella i giudici l'hanno chiamata associazione a delinquere che è tutta un'altra cosa.
Il nome di Paolo VI però fa venire in mente all'associazione Terra Nostra tutta una serie di supposizioni e di informazioni che condurrebbero proprio quel papa ad una certa vicinanza alla massoneria.
Un altro segno?
«Sel web si trovano moltissime informazioni che collegano Paolo VI alla massoneria, alla P2, e a personaggi che sono stati al centro di vicende giudiziarie enormi e ai grandi misteri italiani», aggiunge Monaco, «credo per questo che sia importante conoscere il significato di questa intitolazione. Per questo abbiamo voluto lanciare una contro proposta e cioè quella di intitolare il ponte ad un altro papa, papa Leone XIII che emise l'enciclica “Humanum Genus” condannando il relativismo filosofico e morale della massoneria. Per la Chiesa non dovrebbe fare alcuna differenza: un papa vale l'altro… la nostra proposta perciò potrebbe essere accolta anche da quella parte di persone vicine alla Chiesa che propongono Paolo VI…».
A sentir parlare il sodalizio che si è fatto conoscere per l'esperimento della moneta alternativa, lo Scec, e che ricorda appena può gli studi e le opere del professor Giacinto Auriti e la sua teoria della moneta, non si può far a meno di essere diffidenti circa una serie di indizi che sarebbero disseminati per la città e che parlerebbero un linguaggio preciso per soli adepti.
E' un fatto però che in città le stranezze o i misteri irrisolti non mancano così come ci sono indubbiamente forze che ogni tanto emergono e si manifestano.
Per esempio gli stessi magistrati sono rimasti di stucco quando si è saputo che una cimice era stata sistemata nella stanza del procuratore Trifuoggi oppure che certi telefoni di magistrati erano stati messi sotto controllo.
Strani eventi inspiegabili che lasciano spazio poi a certe supposizioni alimentate da voci che corrono veloci.
E probabile però che tutto si possa spiegare con logiche molto più terra terra.
Alla fine resta il ponte del mare, restano le polemiche che si trascina questa opera di abbellimento e resta questo nuovo dibattito di cui probabilmente la città non aveva necessità.
Ed anche questo potrebbe essere interpretato come un segno.

14/10/2009 9.23
[url=http://www.primadanoi.it/notizie/2454-Il-Ponte-del-mare-uno-spot-da-25-milioni-di-euro]QUANDO IL PONTE ERA SOLO UN PROGETTO[/url]