Anziani trasferiti: da sei mesi la loro casa di riposo è un albergo

Alessandro Biancardi

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CANISTRO. L'assessore regionale Angelo Di Paolo ha richiamato: «Ho incaricato mia moglie di spedire un comunicato di rettifica sulla storia del depuratore abusivo di Canistro.





CANISTRO. L'assessore regionale Angelo Di Paolo ha richiamato: «Ho incaricato mia moglie di spedire un comunicato di rettifica sulla storia del depuratore abusivo di Canistro.Ma che scherziamo? C'è una regolare concessione edilizia». L'assessore non mi da il tempo di spiegare: lo avevo chiamato per chiedere informazioni e spiegazioni sulla presenza – ad oltre sei mesi dal terremoto – di 24 anziani della Casa di riposo di Montereale in un albergo di Canistro. Il trasferimento, avvenuto il giorno dopo il terremoto, era stato programmato per la Clinica Ini, sempre di Canistro, ma alcuni anziani erano stati alloggiati nell'albergo Villa Alba, dello stesso proprietario della clinica. Perché chiederlo all'assessore? Perché, per chiarire una storia interessante, lo avevo chiesto anche ad altri personaggi locali.
Assessore, non l'ho chiamata per questo, comunque appena il comunicato arriva ne riparliamo.
«No, perché c'è qualcuno che ce l'ha con me e soffia sul fuoco – continua l'assessore – ma quale superficiale, io da sindaco sono stato sempre molto attento. Altro che favorire Faroni, io ho pensato al bene pubblico».
Assessore, guardi che io non ho mai scritto che ha favorito Faroni (il Gruppo Faroni era il proprietario della Santa Croce, poi venduta ad altro imprenditore, e possiede ancora la Clinica Ini, l'albergo Villa Alba ed altro, ndr).
«No, sono sicuro, sta scritto nella fotocopia che mi hanno dato».
Va bene, controllerò, ma so già che non è così.
Ed infatti non è così, [url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=22861 ]nell'articolo sul depuratore[/url] si parla della Santa Croce (e l'assessore ha tradotto – personalizzando – Faroni) e della sua richiesta di spostamento del depuratore, accolta dal Comune con una convenzione.
E si riportano anche le dichiarazioni molto distensive sia del sindaco di Civitella Roveto che di Canistro i quali – siamo pur sempre in una zona ricca di sorgenti – gettano acqua sul fuoco delle polemiche.
Certo la vicenda è singolare: un depuratore comunale viene costruito sul territorio di un altro Comune che non ne sapeva niente e che quindi non ha rilasciato nessuna concessione edilizia e che ora chiede di demolirlo.
Che c'entra la sindrome del complotto?

«GLI ANZIANI DI MONTEREALE A CANISTRO? E' STATA LA PROTEZIONE CIVILE»


Assessore, l'ho chiamata per chiederle notizie degli anziani ospitati a Villa Alba di Canistro?
«E che ne so io?»
A quanto mi risulta lei è il personaggio politico più influente della zona e su questo argomento ci siamo sentiti a caldo, nei giorni del terremoto.
Ci era giunta la segnalazione da alcuni parenti che questi anziani della Casa di riposo di Montereale erano stati sistemati con una soluzione “originale” a Canistro…
«Sì, ricordo. Ma nessuna stranezza, mi sembra che la Protezione civile aveva requisito tutti gli alberghi e le cliniche libere».
Sì, d'accordo: ma sono passati oltre 6 mesi dal terremoto e molti anziani sono ancora lì, in un albergo e non in una Clinica o in una Casa di riposo.

ALLA REGIONE NON LO SANNO…

Alcuni familiari se li sono ripresi e si chiedono perché non tornano a Montereale, in quella RSA che è molto apprezzata.
«Non so dire a quale titolo questi anziani siano ancora lì. Ricordo solo che quel giorno incrociai il convoglio di ambulanze che li trasportava a Canistro e sono arrivato lì con loro. Per il resto non ho altro da dirle».
Il fatto è che alla Regione, assessorato alla sanità, non sanno nulla di questa presenza di anziani nell'albergo Villa Alba di Canistro, che non è «né autorizzato né accreditato» come Rsa.
Nessuna traccia nemmeno come sistemazione per autosufficienti.
«Tra l'altro – mi spiega il funzionario – su richiesta della Protezione civile abbiamo approntato una circolare per il pagamento dei soggiorni fino al 30 settembre scorso. Da ottobre per le cliniche o per le Rsa saranno pagate solo quelle sistemazioni decise dall'UVM, unità di valutazione medica che è interdisciplinare».
Ma Villa Alba non c'è nell'elenco, c'è invece a Canistro la Clinica Ini, che è accreditata e riconosciuta ed è ufficialmente considerata come ricovero per questi anziani.

IL TRASFERIMENTO ERA PER LA CLINICA INI, CHE HA UTILIZZATO ANCHE UN SUO ALBERGO

«Per telefono non mi sembra il caso di parlare di queste cose – mi risponde il direttore dell'Ini (così almeno lo definisce il centralinista) – venga qui e le spiego tutto».
Purtroppo non siete dietro l'angolo e 260 km per una conferma sono tanti...
«Quel giorno dell'arrivo di questi anziani, e tengo a precisare che siamo stati tra i primi a dare la disponibilità ad accogliere i terremotati - continua il direttore - è successo tutto in fretta, ma abbiamo fatto fronte all'emergenza fino a notte. Se non ricordo male era il giorno 7 aprile e siamo stati attivi fino alle 11 di sera. Nonostante la comprensibile confusione, tutto è andato liscio e abbiamo ospitato tutti gli anziani – mi sembra una cinquantina - che sono arrivati da Montereale».
Tutti nella clinica o anche nell'albergo Villa Alba?
«All'arrivo abbiamo fatto una cernita: quelli che avevano evidenti problemi di assistenza medica sono stati ricoverati qui, gli altri a Villa Alba».
Passata l'emergenza, come mai 24 anziani sono ancora in albergo?
«Sono lì, ma sono seguiti ed assistiti dal personale della clinica».
Da un rapido controllo effettuato nei giorni precedenti alla telefonata si è potuto riscontrare che l'albergo sembra trasformato in una Rsa. Alcuni anziani prendevano il sole fuori, nell'ampio piazzale, altri erano dentro, ma da lontano si poteva capire dai camici bianchi che il personale addetto non era certo quello di un albergo.
Ma che era successo al momento del terremoto?
Semplicemente che la direzione della Rsa di Montereale ed il sindaco hanno deciso di trasferire i 59 ricoverati nei locali del Poliambulatorio del Distretto sanitario anche se la Residenza sanitaria non ha avuto particolari problemi.
Poi, passata la paura del terremoto, sindaco e medici geriatri hanno deciso di trovare una sistemazione diversa e fuori dal cratere per evidenti motivi di opportunità.
Si è deciso per la clinica Ini di Canistro dove sono arrivati gli anziani: 35 con un autobus e 24 con le ambulanze.
In quella occasione fu notata l'auto blu dell'assessore Di Paolo che, come ha già spiegato, aveva incrociato per caso il “corteo” che andava a Canistro.
La casa di cura di Montereale in seguito era stata dichiarata agibile dai Vigili del fuoco e per questo alcuni familiari degli anziani hanno chiesto più volte che i loro parenti potessero ritornare nella clinica.

I CARABINIERI: «GLI ANZIANI IN ALBERGO NON ERANO PREVISTI»

A Canistro, intanto, si era allertata la Protezione civile locale, cioè il sindaco attuale Angelo Mariani con alcuni dipendenti e molti cittadini che accolsero di buon grado gli ospiti involontari.
Tra l'altro proprio dal Comune partì la richiesta all'Enel per un aumento immediato di potenza dell'energia elettrica dell'Albergo Villa Alba, cosa che fu realizzata in tempo quasi reale, nonostante l'emergenza.
Sul posto, per i controlli del caso, arrivarono anche i Carabinieri della stazione di Civitella Roveto, competente per territorio, che una settimana dopo inoltrarono alla Asl di Avezzano-Sulmona una relazione a firma del comandante della Compagnia di Tagliacozzo, nella quale si evidenziava che gli anziani a Villa Alba “non ci azzeccavano” proprio….
Sebastiano Calella 14/10/2009 9.33