Sanità: Cisl, in 2 anni quella privata tagliata di 98 mln

Alessandro Biancardi

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PESCARA. In due anni la spesa per la sanità privata, in Abruzzo, e' stata tagliata di circa 98 milioni di euro.
Si è passati così da 318 milioni del 2007 a 220 milioni per il 2009 con conseguente riduzione di prestazioni e taglio dei posti di lavoro.
La denuncia è arrivata Dalla Cisl Abruzzo che ha lanciato un appello alle istituzioni regionali affinchè si facciano carico di questa situazione e applichino il Piano sanitario regionale.
Davide Farina, coordinatore regionale della Cisl sanità privata, ha fatto notare che a causa di queste scelte «c'e' stata una riduzione delle prestazioni che la sanità pubblica non riesce a colmare per quanto riguarda riabilitazione, attività socio-assistenziali e fisiochinesi terapia, per cui a rimetterci sono i cittadini, ai quali non vengono erogati servizi».
Probabilmente, ha osservato il segretario generale della Cisl Fp, Enzo Traniello, «l'accreditamento dovrebbe essere fatto con maggiore oculatezza e a quel punto i tagli sarebbero giustificati in caso di prestazioni inappropriate. Qui invece si continua a parlare di un debito sanitario che non scende e nel frattempo nel privato si licenzia, non si pagano gli stipendi e le strutture sono a rischio chiusura perchè hanno già raggiunto il budget».
Su questi temi, ha concluso Farina, «non si e' aperto alcun confronto, a nessun livello, e noi siamo allarmati per quanto sta accadendo e chiediamo che se ne parli».
14/10/2009 7.39