Concorsi al Comune, perplessità per La Destra e Rifondazione Comunista

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Nei giorni scorsi il Comune ha bandito 10 concorsi per assumere complessivamente 84 unità a tempo determinato. «Gestione al prefetto per la trasparenza».


L'operazione è stata possibile grazie a quanto previsto dall'ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri n. 3808 del 15 settembre.
Ai vincitori del concorso sarà data la possibilità di sottoscrivere un contratto fino alla fine di giugno dell'anno prossimo.
Una piccola boccata d'ossigeno per quanti dopo il terremoto hanno perso il proprio lavoro ma anche per gli aquilani che dovrebbero così poter avere maggiori e migliori servizi dall'ente.
Le porte dell'amministrazione comunale si apriranno quindi per 4 assistenti sociali, 2 architetti, 5 istruttori direttivi amministrativi, 5 istruttori direttivi contabili, 3 ingegneri, 1 psicologo, 10 istruttori amministrativi, 19 istruttori socio educativi, 10 istruttori contabili e 25 istruttori tecnici.
Come si vede molte figure che serviranno a smaltire le pratiche e quei servizi imposti dalla emergenza post sisma.
L'idea però non piace troppo ai consiglieri comunali Luigi D'Eramo (La Destra) e Enrico Perilli (Rifondazione Comunista) secondo i quali «c'è il rischio che la mala politica possa drogare i risultati del concorso pubblico e alimentare tensioni sociali in città».
Una denuncia chiara e tonda anche se non si capisce da quali “indizi” o circostanze prendano spunto i due amministratori.
«Il Comune», ha sottolineato D'Eramo, «vive una gravissima paralisi amministrativa aggravata anche dalle ultime scelte sui dirigenti comunali. Anche in questo contesto sono stati banditi gli 84 posti».
Tra le perplessità esposte dai due consiglieri c'è anche l'incognita sulla gestione dei concorsi: «ad oggi», spiegano, «non è dato sapere se i concorsi saranno gestiti da dipendenti dell'amministrazione comunale oppure da società esterne».
I due hanno chiesto al sindaco Cialente, attraverso un'interpellanza al Consiglio Comunale, di affidare la gestione del concorso pubblico al Prefetto de L'Aquila «quale massimo garante del rispetto delle regole e della trasparenza».
Ad oggi però non sarebbero state fornite risposte e ulteriori dettagli sulle procedure dei concorsi.

13/10/2009 15.04