Il Consiglio comunale di Vasto corre in soccorso del Civeta

Alessandro Biancardi

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VASTO. Nei giorni scorsi sono state roventi le polemiche nel Vastese intorno al consorzio di smaltimento rifiuti Civeta, il Consorzio per lo smaltimento dei rifiuti di Valle Cena.
C'è chi chiede il commissariamento per una gestione «fallimentare» e chi difende a spada tratta le scelte degli ultimi tempi.

Ieri intanto il consiglio comunale del Comune di Vasto ha approvato due ordini del giorno sul Civeta, che potrebbe rischiare il collasso per la situazione debitoria ed il contingentamento dei rifiuti deciso dalla Regione Abruzzo.
Nel primo ordine del giorno si dà mandato al Sindaco Luciano Lapenna di intervenire presso le sedi opportune per la tutela degli interessi della Città e di quanti operano nel Consorzio.
Con il secondo ordine del giorno è stata costituita una commissione temporanea di studio e di approfondimento sui problemi del consorzio di cui fanno parte, oltre al Sindaco Luciano Lapenna, quattro consiglieri comunali di maggioranza (Alinovi, Bontempo, Gentile e Smargiassi) e tre di minoranza (Marcello, Montemurro e Sigismondi).
Le modifiche allo Statuto Comunale e l'approvazione della variante d'uso ai locali agricoli in località Lebba da destinare a centro diurno per bambini autistici sono state approvate all'unanimità.
Gli altri punti all'ordine del giorno, invece, sono stati rinviati al prossimo Consiglio Comunale.

13/10/2009 8.31

RIFONDAZIONE SI E' ASTENUTA SUL CIVETA

Il Gruppo Consiliare di Rifondazione in Consiglio Comunale ha deciso di astenersi dalla votazione sull'odg sul CIVETA.
In una nota firmata dal capogruppo Fabio Smargiassi il Prc elenca le motivazione della decisione.
«Non volevamo dare l'idea di non avere a cuore la gestione Civeta. Cisiamo astenuti poi perché il Civeta», si legge nella nota, «ha rappresentato la “mucca da mungere”, usato dai vari politici di turno come un vero e proprio centro dell'impiego che ha portato ad avere una pianta organica sovradimensionata di oltre 40 persone (72 sono il totale dei lavoratori attuali). Perché, tale pianta organica, unita ad una gestione economico finanziaria altrettanto scellerata, ha fatto si che nel corso degli anni tale ente abbia contratto debiti per oltre 5 milioni di euro. Perchè vogliamo prima vedere bene il piano di rientro economico. Non potremmo mai accettare che il risanamento di tali debiti ricada anche sul nostro comune(puntuale nei pagamenti) e quindi sui cittadini».
Infine il Prc ha spiegato di essersi astenuto perchè «ogni tanto ci piacerebbe dare nome e cognome alle responsabilità, oltre che mettere "le pezze" ad una situazione marcia che da anni denunciamo nel silenzio generale della politica».

13/10/2009 14.10