Il depuratore di Canistro costruito a Civitella senza concessione edilizia

Alessandro Biancardi

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Il depuratore di Canistro costruito a Civitella senza concessione edilizia
CANISTRO. A Canistro c'è un depuratore abusivo che va demolito entro 90 giorni dal 21 settembre. DI PAOLO: «NON ESISTE DEPURATORE ABUSIVO»
Lo ha chiesto con un'ordinanza il Comune confinante di Civitella Roveto in quanto, a seguito dell'esposto di un legale che tutela gli interessi di un privato, è risultato che l'impianto di depurazione delle acque fognarie – a servizio di Canistro e dell'Acqua Santa Croce che sorge nelle immediate vicinanze – è stato costruito in territorio di Civitella Roveto, senza alcuna concessione edilizia.
L'ordinanza è arrivata come un fulmine a ciel sereno sull'amministrazione di Canistro, il cui tecnico - contattato al ritorno dalle ferie - ha appreso che entro Natale il depuratore va demolito, senza ancora sapere dove (e se) ne potrà esser costruito un altro.
Scenari da “incubo” per il Comune e per la Santa Croce chiamati ad assicurare il servizio depurazione senza depuratore?
La storia di questo impianto è complessa, perché sembra che originariamente il Comune di Canistro aveva rilasciato una concessione edilizia sul suo territorio, salvo poi spostare la costruzione dove si trova ora, a ridosso dell'impianto di imbottigliamento e vicino al fiume.
«Non pensiamo ad un abuso nel senso che qualcuno abbia voluto approfittare - spiega Sandro De Filippis, sindaco di Civitella Roveto – certo è che qualche confusione c'è stata nella scelta della localizzazione. Ed ora il privato che ci ha fatto scrivere dall'avvocato rivendica le sue ragioni. Noi comunque una risposta la dobbiamo dare». Anche il geometra Luigi Cesarini, che ha firmato l'ordinanza, è consapevole della complessità del problema: se non demolisce si rende complice di un abuso edilizio, se demolisce crea un problema di ordine pubblico.
«E' chiaro che non vogliamo dichiarare nessuna guerra a Canistro – conclude il sindaco – informeremo il Prefetto e si troverà una soluzione».
Approfondendo la storia, si viene a scoprire che i confini tra i due comuni sono ancora un po' aleatori per il fatto che fino al 1860 il territorio era unico in quanto Canistro e Civitella Roveto sono stati separati proprio in quegli anni.
E il catasto su questo non è evidentemente molto chiaro.
Comunque quella dove sorge il depuratore è una zona agricola e per costruire era necessaria una variante, mai richiesta da nessuno, nemmeno da Canistro che – come detto – aveva in un primo tempo presentato planimetrie per costruire in altro luogo. Ma il 28 gennaio 2005, a sorpresa, il Comune firma una convenzione con la Società Santa Croce (vecchia gestione) che, sottoscritta dal segretario comunale e dal tecnico, autorizza lo spostamento del depuratore dove si trova ora l'impianto.
Un modo un po' superficiale di accettare la richiesta della Santa Croce, da parte dell'allora sindaco Angelo Di Paolo (ora assessore regionale ai lavori pubblici) troppo pronto ad assecondare le richieste dell'azienda di imbottigliamento.
Il nuovo sindaco Angelo Mariani cerca di buttare acqua sul fuoco: «Intanto faremo ricorso al Tar – dichiara – e come consiglia il nostro tecnico commissioneremo contestualmente una ricerca ad un topografo per accertare lo stato dei luoghi. Nessun guerra con Civitella, ci mancherebbe, abbiamo rapporti di buon vicinato. E un accordo lo troveremo anche con la Santa Croce. Escludo che Canistro resti senza depuratore».
Ma l'impressione, a leggere la convenzione del Comune con la vecchia gestione dell'imbottigliamento, è che forse in passato, più di oggi, il peso della Santa Croce su Canistro era molto forte.

s.c. 12/10/2009 10.32

DI PAOLO: «NON ESISTE DEPURATORE ABUSIVO»

«Non esiste nessun depuratore abusivo», assicura l'assessore regionale ai Lavori Pubblici Angelo Di Paolo, «in quanto l'impianto di cui si parla è munito di regolare concessione edilizia rilasciata , come prevede la normativa, dal Tecnico Comunale».
L'assessore spiega che l'impianto di depurazione «non poteva restare all'ingresso dello stabilimento di acque minerali per motivi di igiene e di sicurezza» e così «fu spostato più a valle senza che il Comune sostenesse alcun onere come convenuto con la Sorgente Santa Croce spa e con l'impegno della stessa a realizzare nell'area liberata un parcheggio a servizio della collettività, cosa che ha fatto».
«Se i Tecnici che hanno provveduto a individuare il sito e l'ubicazione che oggi, stranamente, a distanza di quattro anni, si è scoperto appartenere al Comune di Civitella Roveto», replica l'assessore, «questo non può essere attribuito alla “ superficialità” del sottoscritto che per mestiere non fa il topografo. Chi insinua deve sapere che l'attuale sindaco Angelo Mariani era all'epoca al governo del Comune con il sottoscritto in qualità di assessore e ogni cosa è stata fatta nella piena condivisione. La convenzione con la Santa Croce non è stata sottoscritta a sorpresa, poiché gli atti amministrativi sono atti pubblici».
Per Di Paolo, insomma, «spostare l'impianto era di interesse collettivo e pubblico. Non ho assecondato, perché non c'erano interessi personali, anche se di infamie su questo episodio ed altri ne sono state scritte sin troppe. La Santa Croce, nel bene e nel male, ha avuto ieri come oggi il suo peso su questo territorio».
L'assessore si augura che «si definisca nel più breve tempo possibile l'origine e l'appartenenza della particella e, qualora emergesse un involontario sconfinamento non certo ad opera del sottoscritto, si trovi una soluzione equilibrata come è stato fatto in occasione della captazione dell'acqua all'interno dell'area di concessione della Santa Croce da parte del Comune di Civitella Roveto per l'approvvigionamento idrico del Comune , con il quale non è mai venuto meno il rapporto di buon vicinato».
14/10/2009 7.51