Gruppo Angelini, «a rischio 95 posti a L’Aquila»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. La Funzione pubblica-Cgil esprime preoccupazione circa la vicenda della Sanatrix e del Centro di riabilitazione SAN Stef.AR dell’Aquila, che fanno capo al Gruppo Angelini.


Attualmente, i circa 60 dipendenti di Sanatrix ed i 35 del San Stef.AR sono in cassa integrazione, ma al 31 dicembre rischiano di restare senza lavoro, a meno che la proprietà non decida di ripartire con significativi investimenti sulle due strutture, che risultano danneggiate dal terremoto.
«Agli inizi di agosto», racconta il segretario Dario Angelucci, «in un confronto che abbiamo avuto presso l'Assessorato al Lavoro della Provincia dell'Aquila, il Gruppo Angelini ha manifestato il proprio interesse a continuare la propria attività nel capoluogo, tuttavia la Sanatrix in zona rossa e per il San Stefar non c'è nulla di concreto».
Di Recente il sindacato ha chiesto un punto di verifica all'assessore Giorgi, il quale si è dichiarato disponibile a coordinare l'iniziativa.
«Ora», continua Angelucci, «intendiamo impegnare il commissario incaricato per la Asl, per dare uno sbocco alla situazione che si è determinata. I lavoratori dell'Aquila beneficiano della cassa integrazione per via del terremoto, ma i colleghi degli altri territori sono indietro con lo stipendio, tanto che il 16 Ottobre ci sarà lo sciopero generale di tutti i dipendenti del gruppo».
Nel frattempo, i pazienti che rientrano con il piano case, si domanda la Cgil, «troveranno l'assistenza di cui hanno bisogno?»

09/10/2009 9.57