Enrico Paolini:«Quando c’ero io l’aeroporto volava davvero»

Alessandro Biancardi

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Enrico Paolini:«Quando c’ero io l’aeroporto volava davvero»
PESCARA«No, la Ryanair l’ho portata io a Pescara. Se qualcuno se ne assume il merito non dice una cosa vera, almeno nel senso che non riconosce un fatto molto semplice: la firma sul contratto l'avrà pure messa lui, ma tutto il lavoro di preparazione l'ho fatto io». * IL MARKETING PER PUBBLICIZZARE PESCARA: UNA FOTO CON LA MONTAGNA
PAOLINI: «IO HO INVENTATO LA RYANAIR A PESCARA»

Enrico Paolini, ultima carica ricoperta Presidente della Regione Abruzzo dopo gli arresti di Ottaviano del Truco, ma a lungo vice presidente e assessore al turismo sia alla Regione che alla Provincia di Pescara, rivendica con forza la paternità, o meglio la primogenitura dell'operazione che attraverso la Ryanair ha lanciato l'aeroporto e l'Abruzzo nell'orbita del turismo mondiale.
La polemica, se così si può dire, nasce dall'intervista a Domenico Di Roberto, già direttore commerciale della Saga, la società di gestione dell'aeroporto, ai tempi d'oro della presidenza De Cecco.
Tempi in cui, a differenza di oggi, i numeri dei passeggeri erano sempre in salita e le scelte di marketing erano vincenti.
Ma in effetti Di Roberto si riferiva all'attivismo di quel periodo che produsse in pratica la firma del contratto e non è entrato nel merito delle questioni politiche.

Oggi Paolini non ricopre più un ruolo di amministratore pubblico non essendo stato eletto alle ultime regionali ma è probabile che sia una pausa momentanea…
«Poi si sa come vanno le cose con le votazioni», ha aggiunto, «cambia l'amministrazione (noi perdemmo le elezioni) e chi subentra si trova la pappa fatta. Mario Amicone, bisogna riconoscerglielo, seppe prendere al balzo la possibilità che gli si presentava e appoggiò l'operazione che, ripeto, era già fatta (come sa bene anche il presidente della Saga di allora, Filippo Antonio De Cecco, la cui capacità imprenditoriale è indiscussa e non invento io)».

«IL CONTRATTO ERA GIÀ PRONTO, MA FU RINVIATO. CI LAVORAVO DAL 1996»

«Con lui se il progetto era ok, bastava una telefonata e si procedeva.
Ricordo che nell'occasione del contratto Ryanair lui era in vacanza alle Maldive (altre fonti parlano con precisione delle Isole Mauritius, ndr), ma autorizzò il tutto. E alla conferenza stampa c'erano Amicone, De Cecco e Di Roberto. Dirò di più», aggiunge Paolini, «il primo appuntamento per la firma era stato fissato per il 7 gennaio 2000, ma De Cecco non c'era e non se ne fece niente».
La ricostruzione dell'avventura che portò Ryanair a Pescara data però almeno dal 1996, concerto di Sting a Pescara, uno degli eventi che Paolini gestì come assessore al turismo della Provincia. Durante i preparativi, Paolini si imbattè casualmente in Tony Ryan e con la sua compagnia aerea low cost, una delle prime in assoluto. Era anche il periodo in cui la Saga era diretta da Candido Coatiti che si fece convincere a contattare le compagnie low cost che si stavano affacciando sul mercato del trasporto aereo.
«Io contattai in Irlanda Ryanair tra il 97 ed il 98 e li convinsi a venire a Pescara, che per loro era il sud Italia, depresso e povero. Tant'è vero che stavano pensando all'aeroporto di Ancona per trovare uno scalo adeguato alle loro esigenze. La visita a Pescara fu convincente e accettarono l'idea dell'aeroporto d'Abruzzo. Diciamo che il problema era ormai risolto già alla fine del ‘99».

LA SAGA, IL TURISMO, IL PARTITO DEMOCRATICO

Fatta chiarezza sulla vicenda, è inevitabile sollecitare Paolini a parlare del turismo, della Saga e del Partito democratico.
«Tutti sanno per chi tifo al prossimo congresso, ma questa non è la sede – spiega Paolini – però io ho messo una pregiudiziale e l'ho detto anche a Roma: si deve fare pulizia nel Pd abruzzese. Non è possibile che personaggi indagati o arrestati facciano le liste. D'Alfonso e Mazzocca si debbono fare da parte. Sarà la magistratura a dire se hanno sbagliato o no, ma intanto il partito deve camminare con altri uomini».
«L'esperienza in un partito conta, così come le professionalità. Io ho rifiutato di essere nominato responsabile nazionale del turismo nel Pd, perché voglio lavorare qui in Abruzzo come manager nel settore», ha spiegato Paolini, «e sono in contatto con una società del settore aeronautico per fare l'amministratore delegato. Però io ero l'unico abruzzese a Roma alla festa per i 60 anni di Massimo D'Alema – spiega Paolini – qualcosa vorrà pur dire».

«ERRORE FINANZIARE I VOLI CHE NON PORTANO TURISTI»

E dei problemi della Saga e dell'aeroporto cosa pensa?
«Io ho fatto una faticaccia a risollevare le sorti del turismo abruzzese e a dare un ruolo alla Saga, che prima prendeva soldi solo dal settore Trasporti. Ma vedo che non c'è molta attenzione ai voli “incoming”, cioè quelli che portano turisti. Io non avrei mai dato soldi ad On Air per il volo su Creta che porta i pescaresi in vacanza. E poi On Air è un broker, non una compagnia aerea. I soldi bisogna darli alle società come Ryanair. E a questa società o si danno 2,5 milioni a fine anno o se ne va via».
Eppure molti criticano Paolini per aver sponsorizzato il volo Pescara-New York, che è stato un flop e che in sostanza non era un volo “incoming”, ma serviva ai pescaresi che volavano negli Usa.
Non sarebbe stato meglio puntare di più sul volo con il Canada, che i turisti li porta davvero?
«La storia è diversa ed io credo che il volo per New York sia mio merito. Ma ci torneremo un'altra volta. Comunque quando ero io assessore il turismo si muoveva, ora non più».
Ed il piano marketing della Saga?
«So che ha chiesto 5 milioni, ma siamo in forte ritardo e alla Regione dicono di non avere soldi. Poi certe scelte non mi convincono, troppi voli non incoming…».

Sebastiano Calella 08/10/2009 8.18

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IL MARKETING PER PUBBLICIZZARE PESCARA: UNA FOTO CON LA MONTAGNA

Ma sarà solo colpa dei ritardi, che pure ci sono, oppure la Saga gioca sull'equivoco di ribaltare su altri sue precise responsabilità per la crisi attuale dell'aeroporto?
Da notizie che si fanno sempre più insistenti, sembra a rischio la permanenza del volo cargo Ups, dopo che l'anno scorso ha lasciato la società Tnt.
La crisi economica? I costi? Scelte imprenditoriali del vettore commerciale?
Non si sa e si spera che la Regione riesca a frenare questa emorragia.
Ma se ci si affida al piano marketing 2009 (siamo però ormai a fine anno) non c'è da stare allegri.
Si punta molto sui voli per l'Est europeo: Kiev, L'viv (Leopoli) e Katowice-Krakow, che però sembrano proprio quelli che assicurano i viaggi ai residenti in Italia di quei Paesi e che non portano turisti.
Che ci sia confusione nelle strategie di chi governa l'aeroporto e che la promozione sia un po' alla fase preistorica della comunicazione pubblicitaria, lo dimostra la foto che pubblichiamo.
A Charleroi (Belgio) viene reclamizzata come meta Pescara con la bella foto di una montagna, firmato Flyonair.
Una confusione geografica e di logica.
Come promozione turistica nell'Europa continentale che cerca il mare, non c'è male. Si pubblicizza Pescara proprio con quello che non ha e soprattutto con quello che non serve a chi vive in Belgio.
Pensare al mare è troppo difficile per certi esperti di marketing territoriale.
E la critica a questa ennesima dubbia scelta di marketing viene facile a posteriori conoscendo i numeri dei passeggeri imbarcati.

s.c. 08/10/2009 8.09