Casa di riposo di via Arapietra, due settimane per decidere

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Ancora due settimane di attesa prima di poter sapere se il terzo lotto dei lavori di riqualificazione della Casa di riposo di via Arapietra a Pescara potranno riprendere o meno.


Solo fra quindici giorni, ha fatto sapere il presidente della Commissione Politiche sociali del Comune di Pescara Salvatore Di Pino (Pescara Futura), gli uffici tecnici dovrebbero ricevere la perizia di variante dal progettista e subito dopo dovranno ricontattare l'impresa che si era aggiudicata la parte finale delle opere, la Costruzioni Alfredo Laposta di Frosinone, per chiedere la ripresa dell'intervento che, comunque, non si concluderebbe prima di marzo 2010.
«A questo punto, come ha già preannunciato l'assessore alle Politiche sociali Guido Cerolini», ha detto Di Pino, «dovremo aprire una riflessione politica per capire quale misura adottare per tutelare gli anziani (circa 30) che, dopo quattro anni, continuano a vivere in strutture alternative fuori città».
La Casa di riposo, ha ammesso l'esponente di Pescara Futura, continua a vivere un autentico calvario, tra inizi di lavori, sospensioni, stop e contenziosi.
«L'opera di ristrutturazione è cominciata nel 2005: già a inizio intervento, con il primo lotto, ci sono state tre diverse rescissioni di contratto; poi i problemi più gravi si sono registrati con l'affidamento del terzo lotto che avrebbe fatto emergere alcune incongruenze nelle opere comprese nel secondo lotto e che interessavano l'adeguamento antisismico».
Il Comune è stato a quel punto costretto a fermare l'intervento, contattare una terza ditta esterna e far sistemare le anomalie registrate, lavori che si sono conclusi intorno alla metà di settembre scorso.
Ora gli uffici tecnici dovrebbero richiamare la ditta che si era aggiudicata il terzo lotto, la Costruzioni Alfredo Laposta di Frosinone, ma bisogna attendere la perizia di variante con collaudo statico da parte del progettista, perizia attesa per la scorsa settimana.
Come ha segnalato giorni fa l'assessore Cerolini l'impresa responsabile del terzo lotto potrebbe ora aprire il proprio cantiere e chiuderlo entro i sei mesi previsti in appalto; in alternativa potrebbe anche rinunciare all'appalto, aprendo un contenzioso, ma comunque costringendo l'amministrazione comunale a una nuova gara e, di conseguenza, allungando fino a un anno i tempi per la riapertura della struttura.
07/10/2009 8.48