Miracoli d’Abruzzo all’aeroporto: e la "Saga" non finisce qua

Alessandro Biancardi

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Miracoli d’Abruzzo all’aeroporto: e la "Saga" non finisce qua
PESCARA. Miracoli all'aeroporto d'Abruzzo. Primo: è ripartito di gran carriera il cantiere per l'ampliamento dell'aerostazione, fermo da tempo perché i pali di fondazione affondano. * IL PIANO MARKETING DELLA SAGA E LA TRASPARENZA DELLA REGIONE
Da mesi bloccato appena se ne parla ripartono i lavori all'aeroporto… in fondo basta poco.
Merito dell'interrogazione parlamentare dell'onorevole Toto? Chissà.
Certo è che i tempi sono importanti. Appena si è parlato di quello che succede all'aeroporto d'Abruzzo (un cantiere fermo, l'altro con l'Enac che sollecita la documentazione per il collaudo, passeggeri in calo: circostanze peraltro mai smentite) si è presa la decisione giusta: questo scandalo dei 300-400 mila euro di cemento e di ferro sotterrati nella falda cedevole doveva essere coperto.
E non abbiamo scelto una parola a caso.
“Coperto” perché la Saga ha pressato la ditta Nicolaj (non i progettisti interni....) per trovare una soluzione progettuale che salvasse capra e cavoli.
E così studia di qua, studia di là, consulta il geologo, parla con il tecnico delle fondazioni, la soluzione è stata trovata.

SECONDO MIRACOLO: NUOVO PROGETTO A COSTO ZERO

Miracolo secondo: il cambio di progetto si farà a costo zero per la Saga, cioè la ditta Nicolaj si è impegnata a realizzare la nuova fondazione dando almeno due ruoli ai pali ormai inutili.
Il primo è di sorreggere il nuovo edificio “lavorando” sotto un tipo di zattera (nella variante palificata, appunto). Così saranno giustificati i pali inutili, sfruttando il principio delle scarpette dei giocatori con i tacchetti.
Certo se si fosse progettata la fondazione a zattera fin dall'inizio si sarebbe risparmiato, ma forse questa idea non è proprio in cima ai pensieri di chi usa soldi pubblici.

TERZO MIRACOLO: I PALI INUTILI AVRANNO UNA FUNZIONE ANTI-TERREMOTO

Tra l'altro, come terzo miracolo, questa soluzione progettuale servirebbe a dare anche una giustificazione (non si sa mai...) ai pali, cioè il secondo ruolo: infatti, in caso di evento tellurico (nell'occasione alla Saga hanno scoperto che anche l'aeroporto è zona sismica…) questi pali serviranno a scaricare dalle 80 alle 90 tonnellate di peso. Tutto è bene quel che finisce bene?
Non proprio, perché la Saga vive un momento difficile e non solo per lo spoil system in arrivo che si è arricchito di nuovi candidati presidenti, da affiancare a Marco Napoleone, general manager dell'università.
Il problema di fondo della società di gestione dell'aeroporto è l'attesa snervante di finanziamenti della Regione che non arrivano, pur avendo presentato un Piano marketing da oltre 5 milioni di euro che è stato approvato e recepito, con l'avvertenza che nel capitolo di bilancio relativo ci sono zero euro a disposizione.

UNA SOCIETÀ DEL NORD VUOLE RILEVARE LA SAGA?

Poiché l'ambiente aeronautico è piccolo e la gente mormora, questa difficoltà operativa della gestione (legata a scelte marketing devastanti per la Saga che punta su rotte e su vettori non in grado di far risalire il numero dei passeggeri) è arrivata alle orecchie di qualche società del Nord Italia che vorrebbe acquistare in blocco la società di gestione. Ipotesi avveniristica.
Però “mai dire mai”: la Regione, che controlla quasi la metà del capitale azionario, potrebbe ritenere l'offerta interessante e recuperare in un sol colpo un bel gruzzoletto ed un po' di efficienza.
Infatti con la Saga – o come si chiamerà – privatizzata si acquisterebbe efficienza e si punterebbe solo su compagnie aeree qualificate, facendo piazza pulita delle finte società che affittano gli aerei.
Come dire: se è un privato che deve giocare con il “giocattolo” farà in modo di divertirsi e dunque di guadagnarci con scelte oculate e ponderate che produrranno economia e magari anche passeggeri.
E poi lo vuoi mettere? Fine dei piccoli privilegi, qualche dirigente tagliato, chi resta dovrà salvarsi solo lavorando e non tessendo strategie per conservare il posto. E come presidente? Si parla di un industriale abruzzese che ha già dato ampie prove di avere le mani in pasta nel settore aeronautico.
Si vedrà.

Sebastiano Calella 07/10/2009 7.18

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IL PIANO MARKETING DELLA SAGA E LA TRASPARENZA DELLA REGIONE

L'assessore al turismo Mauro Di Dalmazio già lo trovi con difficoltà. In questi giorni, infatti, è tra la Russia e l'Inghilterra a promuovere l'Abruzzo (chissà, forse vuole emulare o superare nei viaggi il suo predecessore Enrico Paolini, che il centrodestra criticava).
Se poi per caso lo incroci a Francavilla in un conclave (che si fa ad ogni morte di papa…) pensi di aver risolto il problema: è vero che il Piano marketing della Saga è allegato ad una delibera pubblica e quindi dovrebbe essere pubblico e magari lo trovi anche sul Bura, il bollettino ufficiale della regione. Ma i fantastici mezzi informatici della Regione (pure costati un occhio della testa) non permettono una ricerca degna di questo nome nel bollettino on line… sulla Saga solo tre risultati (quasi) inutili.
Non resta che andare alla fonte: chi meglio dell'assessore?
Si dà il caso che la sua segreteria venerdì già ti ha detto di no e che ti farà sapere (quando?).
Un dirigente ti ha anche spiegato che se non c'è il permesso dell'assessore non te lo può dare. La solita storia di trasparenza raccomandata (nel senso che pure per avere documenti pubblici che già dovrebbero essere pubblici devi farti raccomandare da una dozzina di santi)
Per fortuna Di Dalmazio è disponibile e telefona seduta stante (beata l'efficienza): «lunedì consegnate il piano».
Ma lunedì la segretaria non sa nulla, non l'hanno avvertita: «l'assessore è in volo, non posso chiederglielo. Quando atterra lo sentirò, ma ormai se ne parla domani. Comunque avverto».
La telefonata arriva:«domani lo invio via mail».
Martedì la posta è desolatamente vuota: «ma mi aveva promesso...»
«Se lo vuole, se lo venga a prendere».
Terzo viaggio?
I documenti non arrivano per le vie ufficiali: non siamo ancora pronti per la trasparenza ufficiale. Non resta che darsi a quella di “contrabbando”.
Grazie lo stesso.

s. c. 07/10/2009 7.25