Trifuoggi:«I principi fondamentali della Costituzione non si possono cambiare»

Alessandro Biancardi

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OBIETTIVO LEGALITA'. PESCARA. «La nostra Costituzione è una delle migliori, che ci hanno copiato, ed è impensabile cambiarla, almeno nella parte dei principi generali. Chi dice il contrario forse non ha capito bene…»


Nella sala del consiglio provinciale di Pescara i posti erano quasi tutti occupati per ascoltare il procuratore di Pescara, Nicola Trifuoggi, parlare della Costituzione italiana, quella che da più parti si vorrebbe mutare e adeguare a questo o quell'interesse.
Un appuntamento che ha soddisfatto gli organizzatori, l'associazione Codici, che ha lanciato una serie di incontri per avvicinare e capire i problemi della giustizia dal titolo “Obiettivo legalità”.
«Chi si aspetta un comizio politico rimarrà deluso», ha precisato il procuratore deludendo però i giornalisti in sala che si aspettavano qualche rivelazione sulle importanti inchieste oggi ancora aperte.
Ma non sono mancate stoccate ironiche, come nello stile del procuratore.
Sono stati esaminati a volo d'angelo gli articoli più importanti della Costituzione ed il loro senso ultimo, non risparmiando critiche a quelle distorsioni che pure sono sotto gli occhi di tutti.
«La nostra Costituzione è insuperabile, difficile fare meglio», ha detto Trifuoggi, «ed è la prima che mette al centro l'individuo, riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'individuo ed è quest'ultimo sempre al centro di ogni disposizione mentre lo Stato fa un passo indietro. Il cittadino fa lo Stato ed è il fulcro della vita civile: è questa la differenza tra la democrazia e la dittatura».
Trifuoggi si è poi soffermato sull'art 11 (L'Italia ripudia la guerra…) e sull'art. 21 (che sancisce la libertà di espressione e di stampa) ricordando la frase di Oscar Luigi Scalfaro «il diritto di manifestare il pensiero non è obbligatorio ma facoltativo… insomma chi ha un pensiero può dirlo, chi non ce l'ha farebbe bene a stare zitto».
Un accenno ironico non poteva mancare parlando di Sanità e dell'art 32 che stabilisce il diritto inviolabile alla salute e dell'art 48 che prevede le libere associazioni ed i partiti politici.
«I partiti politici concorrono a determinare la politica nazionale, non ne hanno dunque l'esclusiva», ha precisato Trifuoggi, «ancora una volta questa norma rispetta l'autonomia dei singoli. Oggi forse le cose vengono interpretate in maniera diversa… E' come se in uno Stato… molto lontano da qui… la politica pretendesse di nominare i primari di un ospedale che hanno la tessera di quel partito e poi cambiata l'amministrazione questa pretendesse di nominare i primari che hanno la tessera di quest'altro partito… c'è un solco costituzionale che deve essere rispettato altrimenti si può arrivare al punto che la politica, non contenta di nominare i primari dell'ospedale, voglia decidere anche i portantini… ma questo succede in un mondo immaginario, non qui…».
Un accenno critico è stato mosso anche verso l'articolo della Costituzione che prevede l'autorizzazione a procedere per i parlamentari i quali godono di una tutela particolare e non possono essere arrestati, intercettati e perquisiti se la Camera di appartenenza prima non si pronuncia.
«Mi pare che l'articolo in questione sia quanto meno … “originale”», ha detto Trifuoggi, «immaginate se un magistrato dovesse intercettare un deputato. Deve fare la richiesta alla Camera; la Camera ne discute e dopo un paio di mesi si pronuncia. Se questa dà il via libera alle intercettazioni cosa pensate che faccia il deputato? Se aveva un cellulare lo avrà già bruciato e si sarà dato ai segnali di fumo. Lo stesso vale per le perquisizioni: dopo averlo avvertito per bene cosa pensate che un giudice possa trovare da una perquisizione abbondantemente annunciata?»



Altro spunto interessante è stato il passaggio sul “giusto processo” e della riforma giudiziaria entrata in vigore nel 1989, quando si sancì la parità tra accusa e difesa.
Mentre in precedenza l'accusa era prevalente rispetto alla difesa con la riforma si stabilisce una accusa e una difesa sullo stesso piano ed un giudice terzo.
«Ma secondo voi potrà mai esservi una effettiva sostanziale parità?», ha chiesto Trifuoggi, «a me è capitato che dopo aver indagato e dopo aver celebrato il processo si sia arrivati a convincersi che l'imputato era innocente. Mi è capitato più volte di chiedere l'assoluzione perché è interesse dello Stato arrivare alla verità. Ma avete mai sentito parlare di un avvocato che si sia alzato e abbia chiesto la condanna del suo cliente? Impossibile perché sono diversi gli interessi alla base: da una parte la verità per lo Stato, dall'altro l'interesse alla difesa comunque generato dal rapporto tra avvocato e cliente. Di fatto dunque a mio parere è errato parlare di parità».
Dopo l'intervento del procuratore sono seguite alcune domande dei partecipanti, quasi tutte incentrate sulla politica e le sue degenerazioni.
Tra gli altri anche il consigliere regionale Carlo Costantini dell'Idv che ha fatto notare come l'attuale assetto amministrativo e burocratico non preveda un controllo su atti illegittimi che possono comunque espletare i propri effetti generando effetti.
«Sono cadute tutte le forme di autocontrollo per cui è oggi impossibile controllare e verificare per tempo», ha detto Costantini, «e quando arriva la magistratura è sempre tardi».
Trifuoggi tuttavia ha deluso la platea chiarendo ancora una volta che il compito della magistratura non è quello di fare «rivoluzioni» ma di controllare la legittimità del singolo atto o del singolo fatto.
E' sbagliato dunque, in questo senso, pensare alla magistratura come controllore della politica.

06/10/2009 9.02