Urbanistica. Prg da riscrivere. Acerbo (Rc): «a rischio zone di pregio»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Da riscrivere la variante delle invarianti: lo ha annunciato l'assessore all'Urbanistica Marcello Antonelli. Acerbo: «a rischio zone di pregio della città»
Entro l'anno, ha fatto sapere Antonelli, bisognerà fare una variante al piano regolatore «che dia adempimento alle numerose sentenze del Tar in cui il Comune è stato soccombente e che riguardano i vincoli di inedificabilità assoluta stabiliti con la “variante delle invarianti”».
Il consigliere di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, si dice preoccupato per alcune aree di pregio della città su cui nell'anno di assenza di Rifondazione Comunista dal Comune di Pescara «mi pare che si sia abbassata la guardia».
Acerbo si riferisce a Villa Basile e a Via Terra Vergine, due vicende su cui vi erano dei contenziosi preesistenti alla variante che hanno complicato le cose.
Nel primo caso la ditta Caldora ha vinto un ricorso che non riguarda la variante al Prg, ma precedenti provvedimenti amministrativi del Comune risalenti alla giunta Pace compreso il Prg approvato dal centrodestra nel 2003 che pur consentiva al privato di costruire.
Il tribunale amministrativo impone al Comune un risarcimento nei confronti della Caldora di 1 milione di euro e questo lo sapevamo perchè la sentenza è del 13 dicembre 2005.
«Quello che ignoravamo», ha spiegato Acerbo, «è che una delibera di indirizzo della Giunta Comunale del 2 aprile 2009 prefigura come compensazione a mezzo di volumetria di far costruire proprio nelle aree destinate dalla variante a verde pubblico in Villa Basile».
La questione è ora all'esame del Consiglio di Stato, ma comunque anche in caso si volesse procedere alla compensazione volumetrica «non bisognerebbe consentire di costruire in un'area di così alto pregio ambientale e paesaggistico», attacca l'esponente di Rifondazione.
Anche perchè per il consigliere il corrispondente in volumi edificatori di 1 milione di euro «può essere consentito in aree a minor impatto preferibilmente già edificate o edificabili».
Ancor «più preoccupante», sostiene Acerbo, è la vicenda a Colle Pineta in via Terra Vergine.
Una vicenda che ha già fatto scandalo in città per le conseguenze assai negative che ebbe l'approvazione bipartisan di un'osservazione ai tempi del Prg del centrodestra.
«Non riesco a capire», si domanda oggi il consigliere, «come si sia ribaltato al Consiglio di Stato un giudizio già espresso a favore del Comune di Pescara».
Nella medesima delibera citata si parla di un accordo con i ricorrenti (tra cui il costruttore Aldo Primavera) che renderebbe edificabile un'area che il Prg approvato nel 2003 considerava a "verde di filtro".
«E' bene attivarsi immediatamente», incalza Acerbo, «per salvaguardare queste aree collinari di pregio e soprattutto per fare chiarezza. La storia della città insegna che i ricorsi sono sempre una buona scusa per riaprire le porte ai costruttori».

MURGO: «VIGILEREMO»

Stefano Murgo dell'associazione Pescara in Comune by Beppe Grillo definisce le imminenti modifiche al Prg come una notizia «da far venire i brividi».
«Spero che per “sviluppo”», sostiene Murgo, «non si intenda sempre il vecchissimo concetto del “costruire abitazione” di cui il mercato in città è saturo. Pescara ha bisogno di altro fonti di sviluppo e durature nel tempo, come i collegamenti Internazionali per il tramite del porto e l'aeroporto di Pescara. Tematiche sbandierate solo in campagna elettorale, come sempre».

06/10/2009 9.22