«I centri commerciali naturali per resistere agli outlet»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. L’associazione Terra Nostra è impegnata nella stesura del progetto di Galleria Commerciale Urbana. Un ottimo punto di partenza per salvare dal tracollo i negozi schiacciati dalla concorrenza di outlet e centri commerciali?


PESCARA. L'associazione Terra Nostra è impegnata nella stesura del progetto di Galleria Commerciale Urbana. Un ottimo punto di partenza per salvare dal tracollo i negozi schiacciati dalla concorrenza di outlet e centri commerciali?


Il progetto, come spiega il presidente dell'associazione Gianluca Monaco, si basa sul Piano di Urbanistica Commerciale approvato nel 2002 con Delibera di Consiglio Comunale n.51 del 08/03/2002 e stilato dall'allora assessore Maurizio Suaria.
Nei giorni scorsi anche il neo assessore al commercio del Comune di Pescara, Stefano Cardelli, ha ribadito le intenzioni dell'amministrazione di agevolare l'istituzione di Gallerie Commerciali Urbane o Centri Commerciali Naturali.
Una iniziativa che secondo Terra Nostra, non ha trovato abbastanza spazio dalle cronache locali, ingolfate invece dalle notizie sulla «massa di avventori che si recano in visita ai santuari del consumismo a basso costo con relativi problemi di ingorghi e viabilità».
Il Piano di Terra Nostra prevede, tra le altre cose, la riqualificazione di agglomerati cittadini «anche da un posto di vista di “urbanistica identitaria” e la possibilità per le attività di vicinato di costituirsi in consorzio associativo per creare “Gallerie Commerciali Naturali” come luogo di shopping, svago ed aggregazione. Purtroppo del Piano Urbanistico Commerciale è stata attuata solo la parte edilizia che prevede l'insediamento di Centri Commerciali ed il rifacimento viario».
Opere pubbliche e concessioni edilizie di cui finora ha beneficiato soltanto il settore edile.
«Nulla di nuovo, quindi, nel quinquennio D'Alfonsiano», commenta Monaco, «ma solo la prosecuzione di ciò che fu deliberato da amministrazioni precedenti. Mentre si incentivavano le aree del progetto Urban altre zona della città venivano lese da isolamento viario».
Terra Nostra ricorda anche la volontà politica regionale (governo Del Turco) che con la Legge Regionale 11/08 ha concesso la possibilità di ampliamento ed insediamento di nuovi Centri Commerciali della grande distribuzione ed Outlet «creando i presupposti per il tracollo delle attività commerciali cittadine».
«Tracollo ben visibile dalle vetrine chiuse dei negozi dei centri cittadini», dice ancora Monaco.
Per Terra Nostra mentre la crisi dei piccoli avanza Confcommercio e Confesercenti «sonnecchiano e si destano solo nel momento in cui l'assessore Cardelli decide che per salvare le piccole attività esistenti permetterà il consorzio tra esercenti di vicinato al fine di istituire i Centri Commerciali Naturali. Perché le associazioni di categoria, alcune delle quali impegnate nel promuovere la delocalizzazione del cementificio, si sono destate su queste dichiarazioni dell'assessore?»
Per Monaco è facile intuirlo: «perché il Comune finanzierà tali iniziative per ciò che concerne la comunicazione, l'arredo urbano identitario, le azioni di promozione e comunicazione turistico-commerciale di tali centri naturali e quant'altro previsto nel Piano di Urbanistica Commerciale del 2002».

05/10/2009 11.47