Libertà di stampa. Al senatore Pastore(Pdl) non piace, meglio cambiare l'art.21

Alessandro Biancardi

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Libertà di stampa. Al senatore Pastore(Pdl) non piace, meglio cambiare l'art.21
ABRUZZO. E’ uno degli articoli che ci invidiano nel mondo per essere il più completo e preciso nel circoscrivere una delle libertà più importanti per una democrazia.
Ma nei tempi degli scandali pubblici che investono il premier e che arrivano fin nella camera da letto meglio cambiare quel cardine.
Da sempre, da quando Silvio Berlusconi è al potere, proprietario di tv e giornali, e controllore del servizio pubblico, si è parlato di pericolo per la libertà di stampa. Negli ultimi mesi il crescendo, fino a sfociare in una manifestazione di sabato a Roma per rivendicare la stampa libera dopo le polemiche contro alcuni programmi giudicati non teneri con il premier e le querele del capo del Governo a Repubblica e Unità. Mentre tutto questo accade nel “segreto” dei palazzi di potere si lavora per cambiare l'articolo 21, cioè quello che regola la libertà di stampa e di pensiero. A firmare la proposta che è stata protocollata al Senato è l'onorevole abruzzese, Andrea Pastore.

L'art. 21 inizia con questa frase: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione".
L'articolo, secondo la proposta presentata da Pastore, verrebbe modificato all'ultimo comma, aggiungendo a "Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume" la frase "o lesive della dignità della persona o del diritto di riservatezza".
Un principio giusto che tuttavia esiste già e tutela la dignità (il reato di diffamazione esiste per questo) e la riservatezza (esiste la legge sulla privacy).
La piccola differenza è che proprio grazie all'articolo 21 questi limiti possono essere superati in presenza di un interesse pubblico prevalente e dunque quando la notizia risulta necessaria per la vita democratica.
La proposta è subito piaciuta anche al "grande vecchio" del Pd, il senatore Franco Marini.
Di sicuro dopo le diverse avvisaglie e polemiche l'attacco all'articolo 21 costituisce un allarme (rosso) da non sottovalutare.
Sulla questione interviene Gianluca Vacca, della lista Pescara in Comune by Amici di Beppe Grillo, che aveva già criticato aspramente il comportamento del senatore che tempo fa si era rifiutato di rispondere ad alcune domande sulla “Legge d'iniziativa popolare Parlamento pulito (il primo V-Day)”, a lui rivolte in quanto membro della Commissione del Senato che deve discutere la proposta di Legge.
La proposta è tutt'ora bloccata e non sembra vi sia alcuna volontà di discuterla: la proposta di un parlamento pulito non piace.
«Un esponente storico del berlusconismo che propone una riforma dell'art. 21 sulla libertà di stampa non promette nulla di buono», sostiene Vacca, «e, infatti, altro che interessi dei cittadini (comuni), altro che tutela degli interessi legittimi dei propri elettori, la modifica che il senatore ha proposto va proprio nella direzione opposta: impedire che alcune notizie scomode per i potenti (in particolare uno, sempre lui, Berlusconi) possano venire alla luce. E questo non con una semplice legge, poiché una semplice legge potrebbe essere poi bocciata dalla Corte Costituzionale se in contrasto con la Costituzione. Ecco così la brillante idea venuta a Pastore: modificare direttamente la Costituzione, eliminare il problema alla radice, limitare la libertà di stampa sancita dalla Costituzione proprio nella stessa Costituzione».
«Grazie senatore Pastore», ironizzano gli amici di Beppe Grillo, «perché con la sua proposta di modifica costituzionale lei ha dimostrato di tenere veramente alle nostre reali esigenze, per le quali si batte strenuamente con il suo instancabile lavoro da parlamentare. Le siamo così grati che a breve verremo a chiederle conto di questa proposta di legge così come dello stato della proposta di legge Parlamento pulito (sempre se lei vorrà riceverci questa volta...). Anche perché, caro senatore, siamo sempre alle solite: massima solerzia quando si tratta di correre in soccorso del proprio capo-padrone e degli interessi della casta in generale, massima inerzia invece quando si tratta degli interessi e della volontà dei cittadini (vedi Parlamento pulito). E questo sarebbe il Buon Governo?»

05/10/2009 7.54

Hanno firmato il 1 ottobre anche

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