Crepe sul belvedere: il geologo:«il terremoto è stato una concausa»

Alessandro Biancardi

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SILVI. La situazione a Silvi Paese, in piazza della Loggia, ha attirato la maggior parte delle attenzioni degli amministratori locali, dopo gli eventi franosi nella zona del belvedere.



Il sindaco Gaetano Vallescura è in contatto con la Regione Abruzzo, per trovare una risoluzione alla precaria condizione dell'area.
Dopo aver allertato la protezione civile, e chiuso il transito nella zona interessata, il primo cittadino ha sollecitato un geologo di fiducia a rimettere un parere tecnico che valutasse la situazione, indicando le cause del dissesto e gli interventi da adottare.
Nella relazione tecnica, rimessa nei giorni scorsi, si legge, con non poca sorpresa, che «non meno importante – riporta il parere - è il ruolo che ha rivestito l'azione sismica avuta con il terremoto dell'aprile scorso a L'Aquila: quest'ultima, amplificata per l'effetto di sito, viste le condizioni morfologiche dell'area ha agito su una struttura alquanto precaria e non verificata in condizioni sismiche contribuendo così alla sua disarticolazione e dissestamento».
Un fattore di non poco conto, sulla quale l'amministrazione comunale cercherà di far leva al fine di attingere ai finanziamenti messi a disposizione per i danni dell'evento sismico. Al riguardo il Comune lavora insieme al settore protezione civile regionale seguendo passo per passo l'evolversi della vicenda e tutte le possibilità per accedere ai fondi per il post-terremoto.
Tra le ragioni principali e specifiche del dissesto, comunque, il geologo ha indicato principalmente «la circolazione delle acque sotterranee che hanno provocato sia un aumento delle pressioni interstiziali (contenuto d'acqua) e sia un dilavamento con asportazione dei terreni di sedime dell'apparato fondale. Quest'ultimo processo ha provocato lo scalzamento del sistema fondale con conseguente cedimento e disarticolazione dell'apparato murario. L'origine di questi flussi idrici sotterranei – specifica l'analisi del geologo – è in prima analisi imputabile a perdite delle condotte idriche e fognarie nonché alla non corretta predisposizione e carenza di opere di raccolta delle acque superficiali a livello della pavimentazione stradale».
Infiltrazioni d'acqua e assenza di strutture di raccolta e condotta, dunque, come in molti avevano ipotizzato. In ogni caso, sembrerebbe che l'intervento principale e di massima urgenza, come si legge sempre dallo stesso parere tecnico, sia quello di «una oculata progettazione che preveda le opere per il potenziamento del muro di consolidamento».
Inoltre, vista la stagione, considerate le possibili precipitazioni meteoriche, saranno urgenti anche interventi immediati per la copertura delle crepe onde evitare un peggioramento della situazione.


03/10/2009 13.15