Venturoni: «ci penso io a salvare il Don Orione»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Clima disteso, comunione d’intenti, unità di pensiero («perché la salute non è né di destra, né di sinistra») hanno caratterizzato la prima parte del consiglio comunale straordinario di ieri sera. * ACERBO: «IL PDL NON HA MISURE CONCRETE
Primo punto all'ordine del giorno: la vertenza per la struttura Don Orione.
«Don Orione verrà pagato, non c'è ombra di dubbio», è stata la promessa (che ha risvegliato l'aula assopita) strappata in extremis dal sindaco Mascia all'assessore regionale alla Sanità, Lanfranco Venturoni.
Parole che sono state pronunciate solo dopo due ore di discussione sulla drammatica situazione della Sanità abruzzese «ereditata dalla passata gestione».
Così, quando Venturoni ha espresso a chiare lettere il suo «personale impegno» a non far morire la struttura riabilitativa, i lavoratori, gli utenti e le famiglie hanno esultato e lasciato l'aula.
Il consiglio straordinario, indetto proprio per la vertenza Don Orione, è iniziato con un minuto di raccoglimento per le vittime dell'alluvione di Messina.
L'aula era gremita di ragazzi, operatori sanitari e famiglie che ogni giorno fanno affidamento a vario titolo sul centro riabilitativo presente da 50 anni a Pescara.
L'ordine del giorno presentato da Moreno Di Pietrantonio (Pd), votato all'unanimità, ha di fatto impegnato sindaco e Giunta «ad attivare presso Regione e Governo tutte le iniziative per risolvere la vertenza, proponendo che la riduzione dei tetti di spesa nell'ambito del piano di rientro della spesa sanitaria sia effettuata sulla base delle prestazioni inappropriate erogate anziché applicare una percentuale di riduzione uguale per tutte le strutture».
Dunque il metodo proposto dal centrosinistra è quello di «non fare tagli indiscriminati», ma di calibrarli in base alla bontà della struttura.
Se una struttura lavora bene, lì i tagli dovranno essere minori, hanno consigliato dai banchi dell'opposizione cittadina.
E sarebbe proprio il caso del Don Orione che, come ha sottolineato il consigliere del Pd, «risulta, dalle verifiche, essere nel pieno rispetto delle regole in quanto la percentuale di prestazioni inappropriate e' risultata zero, mentre altre strutture riabilitative hanno percentuali di prestazioni inappropriate che vanno dal 15 al 40 per cento».

«UNITA' DI PENSIERO DEI CONSIGLIERI»

Un ordine del giorno, quello votato ieri, che ha sì cercato di interpretare i bisogni della comunità per dare delle risposte concrete, ma che d'altra parte sembra blando in quanto «lascia spazio alla volontà politica ed alla disponibilità economica», come ha detto di sfuggita il consigliere Marco Alessandrini (Pd) al sindacalista Paolo Castellucci poco prima dell'inizio della seduta.
Nella «riflessione di oggi» (come ha definito la seduta il presidente del consiglio comunale Licio Di Biase), sono intervenuti: Don Nicola Ierardi, il sindacalista Paolo Castellucci (Cgil-Cisl-Uil), il direttore generale dell'Asl di Pescara Claudio D'Amario, e l'assessore regionale alla Sanità Lanfranco Venturoni.
«Devo dire grazie all'unità di pensiero dei consiglieri», ha esordito Don Nicola Ierardi, «è una situazione che assilla da 2 anni il Don Orione. Spero che si passi dalle parole ai fatti, con impegni concreti. Invito poi i media- ha continuato- a dare risalto alle storie delle persone sofferenti, quelli che di solito non fanno notizia». Ha invocato la «volontà effettiva e la concretezza» anche il sindacalista Paolo Castellucci.

D'AMARIO: «IN ABRUZZO NON C'E' STATO CONTROLLO E LIMITE ALLA SPESA SANITARIA»

Molto lungo ed articolato è stato l'intervento del direttore generale dell'Asl cittadina, Claudio D'Amario, che non ha risparmiato pungenti critiche sulla passata («non») gestione della Sanità.
«Da 20 anni in Abruzzo non si pianifica, non si programma e non si riqualifica», ha dichiarato nel suo intervento, «non c'è stato né controllo, né limite alla spesa pubblica e privata. Il problema è anche nelle strutture pubbliche».
Il discorso di D'Amario si è poi incentrato sulla necessità di «un budget dinamico per la Sanità che possa essere controllato, ma che possa variare in base alle esigenze degli utenti».

VENTURONI: «BASTA CON LA GESTIONE CLIENTELARE DELLE POLTRONE»

«L'Abruzzo deve cambiare, basta con le assunzioni fatte prima delle elezioni», ha affermato a gran voce l'assessore regionale Venturoni «dopo la gestione non oculata che c'è stata, l'Abruzzo è la Regione con il più alto debito: non possiamo più contrarre un mutuo e la spesa prevista (2 mld 350mln) supera già lo stanziamento (2 mld 250 mln). Nel frattempo – ha continuato- molti vanno a curarsi fuori per un importo stimato di 50 mln di euro che i nostri pazienti abruzzesi spendono in altre regioni, mentre qui rappresenterebbero quasi il 10 % della spesa sanitaria regionale».
«Hanno stornato soldi alla Sanità per le feste di paese», ha tuonato Venturoni.
«Per abitante in Abruzzo- ha spiegato l'assessore- riceviamo la stessa cifra della Lombardia e del Veneto ma dobbiamo risanare un debito di 4 miliardi di euro».
Venturoni ha individuato nella mancata manutenzione e riqualificazione delle strutture «il maggiore danno economico, perché mantenerle costa molto di più degli ospedali nuovi».

DI PIETRANTONIO E ACERBO: OPINIONI A CONFRONTO SU VENTURONI

«Non c'è solo il Don Orione- ha chiosato Venturoni- in questa situazione, ci sono tante altre strutture alle quali cercheremo di andare incontro».
Di Pietrantonio è rimasto soddisfatto della risposta di Venturoni: «l'assessore ha interpretato esattamente quello che abbiamo scritto noi nell'ordine del giorno».
Invece di un altro avviso è stato Maurizio Acerbo (Rc), rimasto dubbioso e soprattutto sorpreso dall'applauso che l'aula ha fatto all'assessore regionale.
«Il nostro intento- ha spiegato il consigliere comunale e regionale Acerbo- era di portare un nuovo metodo per operare i tagli: farne di più dove c'erano più prestazioni inappropriate erogate e meno dove ce n'erano meno. E se in mezzo a tutte quelle strutture che ha nominato Venturoni ci fossero anche quelle di Angelini o ci fossero delle strutture che erogano un'alta percentuale di prestazioni inappropriate? Questo per ora non lo sappiamo. Non so».

SOSPIRI: «LA FILIERA COMUNE-REGIONE- GOVERNO HA DATO I SUOI FRUTTI»

Il consigliere regionale e comunale Lorenzo Sospiri (Pdl), in una nota, ha tenuto a rimarcare tutto l'interesse del suo schieramento al “caso” Don Orione: «quando si è diffusa la notizia che lasciava intravedere una nuova sforbiciata, il centrodestra si è subito attivato presso la Cabina di Regia istituita a Roma per chiedere di fermare quella scure che avrebbe rischiato di piegare il Don Orione. E – ha continuato Sospiri- la filiera istituzionale aperta tra Comune-Regione-Governo ha dato i propri frutti: oggi (ieri, ndr) l'assessore Venturoni ha confermato che il Don Orione di Pescara non subirà alcun ulteriore taglio, verranno erogate tutte le somme previste per consentire la fornitura di servizi e prestazioni, verrà soprattutto assicurata l'assistenza necessaria a tutti i pazienti».

Manuela Rosa 03/10/2009 9.23
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ACERBO: «IL PDL NON HA MISURE CONCRETE

Il giorno dopo il consiglio comunale il consigliere Maurizio Acerbo parla di un «dibattito piuttosto confuso», anche perchè la vicenda specifica del Don Orione ha dato occasione per spaziare in maniera disordinata sul complesso dell'aggrovigliato tema della sanità in Abruzzo.

«Non è la "filiera Comune-Regione- Governo" a risolvere il problema dei tagli al Don Orione», commenta Acerbo, «ma un pronunciamento del Tar che blocca i provvedimenti del commissario Redigolo».
Per il consigliere non si tratta di una notizia proprio positiva perchè significa che i tagli ai privati «anche quelli a chi se li merita, sono rinviati per l'ennesima volta».
La filiera Pdl di cui parla Sospiri, inoltre, «non è riuscita finora a produrre atti (non proclami) per contenere la spesa sanitaria», continua Acerbo, «a meno di considerare tali la falcidia dei precari che non mi apre produrrà sostanziosi risparmi».
«Al momento», assicura il consigliere, «le uniche misure concrete in essere sono quelle che Rifondazione è riuscita a far approvare nella passata legislatura e che non vengono applicate. Non è tollerabile lo scaricabarile tra politica regionale e commissario Redigolo che appartiene alla stessa "filiera" Pdl».
Acerbo chiude ricordando che si ieri l'opposizione ha convocato il Consiglio comunale straordinario «è perchè la filiera Pdl, in particolare il commissario, ha fatto tagli indiscriminati che risultavano punitivi per una struttura come il Don Orione che aveva tenuto comportamenti corretti, mentre risultano meno colpiti proprio i "furbetti" di sempre».
Ultima annotazione sulle distribuzioni clientelari delle poltrone di cui parla Venturoni: «i dati di fatto sono che finora il centrodestra ha pensato solo di sostituire con suoi uomini quelli nominati dal Pd e la riforma per introdurre criteri di competenza più cogenti e meno ostaggio della politica per la nomina di direttori generali e primari sono stati bocciati in Regione dal Pdl (inutile dire che le norme erano state proposte dal sottoscritto)».
03/10/2009 14.09