Detenzione illegale di rapaci: 20 esemplari sequestrati. Una denuncia

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Utilizzavano aquile reali e falchi in parchi divertimenti probabilmente potevano essere il serbatoio di approvvigionamento del mercato degli impagliatori.




Circa venti esemplari di aquile reali, falchi, barbagianni, gufi reali e altri grandi falconiformi detenuti illegalmente sono stati sequestrati dal Corpo forestale dello Stato di Pescara (servizio Cites) tra le province di Pescara, Chieti e Bari, su disposizione della Procura di Vasto (Chieti).
L'operazione, denominata 'Artiglio', è stata illustrata oggi dal comandante provinciale del Corpo forestale, Guido Conti, il quale ha spiegato che oltre ad eseguire il sequestro penale si e' provveduto a denunciare un pugliese per violazione della legge sul commercio, il trasporto e la detenzione di animali protetti.
Alla sua societa' erano riconducili le strutture dove sono stati effettuai i sequestri.
Durante i mesi di indagine è stato accertato che questi esemplari, tutelati dalla Convenzione di Washington, erano sprovvisti di tutte le autorizzazioni amministrative e delle certificazioni che ne rendono possibile la detenzione e l'impiego.
Per la Forestale gli animali venivano utilizzati in strutture ricreative, parchi divertimento e manifestazioni pubbliche.
Sono stati rinvenuti anche esemplari morti o parti di animali, conservati in congelatore, e non si esclude che fossero destinati al mercato degli impagliatori.
Il valore degli animali sequestrati e' di 2 o 3mila euro l'uno, mentre per le aquile reali si arriva a 10mila euro.
L'operazione, ha spiegato Conti, ha preso il via dopo una serie di controlli e sequestri attuati nei mesi scorsi e finalizzati a stroncare un traffico internazionale di rapaci illegalmente introdotti nella penisola da Germania, Austria, Olanda, Inghilterra e altri Paesi, anche ex Ue.

01/10/2009 14.04