Festa al Quirinale, i Vigili del Fuoco non vanno: «è una presa in giro»

Alessandro Biancardi

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ROMA. Stamani una delegazione di Vigili del Fuoco appartenenti alla RdB ha consegnato direttamente al Quirinale una lettera di rifiuto per l'invito di domani in occasione dell’assegnazione della medaglia d'oro alla bandiera per le emergenze del 1954.



Contratto scaduto da due anni, orari massacranti, organici ridotti all'osso. Perché assegnare una medaglia riconoscendo l'alto valore di questi uomini ma allo stesso tempo decurtare i fondi a loro disposizione?
La RdB nelle motivazioni nel declinare l'invito per la celebrazione di domani ha ribadito che la cerimonia in programma ha tutta l'apparenza di una «operazione di facciata» utile solo «a fini di autocelebrazione» da parte di chi amministra il Corpo Nazionale e di chi governa il paese, «mentre tra le tendopoli dell'Abruzzo, in mezzo alle macerie, tra le strade, in mezzo ai cittadini ci siamo noi pompieri, sempre meno, con pochi mezzi, tecnici ed economici».
Infatti, i rappresentati sindacali hanno ribadito come giornalmente si assiste ad una strana anomalia: «mentre lo Stato Italiano ci premia per le nostre innumerevoli e meritevoli azioni ed esalta il ruolo del Corpo Nazionale, il Governo continua a tagliarci i fondi».
«Presidente», si legge nella lettera, «lei forse non è al corrente della cronica carenza di personale, che come RdB, denunciamo da anni, inascoltati: servirebbero almeno diecimila uomini in più per avvicinare l'Italia agli standard europei».
«Solo grazie a turni massacranti», scrivono ancora, «continui straordinari, che quotidianamente violano le normative e leggi vigenti sulla sicurezza e vengono retribuiti dopo mesi, se non dopo anni, riusciamo a garantire il soccorso».
La categoria, con un contratto scaduto da due anni, ritiene questa medaglia «una presa in giro, un lavarsi la coscienza».
«Ci servono fatti tangibili», continua la lettera, «risorse vere, mezzi adeguati e formazione per continuare ad assicurare la salvaguardia degli italiani».
Per questi motivi al posto di una poltrona al Quirinale domani i rappresentati della RdB manifesteranno nelle più importanti città del paese il loro disagi.
29/09/2009 12.01