A Sulmona il caos delle scuole con il doppio turno

Alessandro Biancardi

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SULMONA. La rabbia degli studenti di Sulmona per i disagi che sono costretti a subire a causa dei doppi turni monta giorno dopo giorno.


«Anche perché», ha commentato l'assessore provinciale Benedetto Di Pietro, «si sarebbe potuto intervenire per tempo».
La Provincia, ha ricordato Di Pietro, dal giugno scorso ha piu' volte sollecitato la Regione ad iniziare tempestivamente i lavori sulle scuole anche di Sulmona ed Avezzano.
«E' noto a tutti che il Decreto Legge, poi trasformato in legge, ci ha espropriato delle competenze su edifici di nostra proprietà», ha detto l'assessore, «e le ha assegnate al Commissario per la Ricostruzione, il Presidente della Regione Chiodi. Nonostante tutto ci eravamo messi a disposizione con stime, perizie e progetti gia' elaborati che avrebbero permesso immediatamente di aprire i cantieri ed iniziare regolarmente l'anno scolastico, senza il ricorso ai doppi turni».
Al Comune di Sulmona la Provincia ha piu' volte richiesto un incontro per affrontare insieme ed in maniera organica il problema degli edifici scolastici «ma il sindaco si e' continuamente sottratto a questo confronto».
Lo testimonia da ultimo la mancata presenza del Comune di Sulmona all'incontro dell'11 settembre scorso, convocato dal direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale Carlo Petracca.
Incontro al quale erano presenti i dirigenti degli istituti scolastici di Sulmona ed in cui furono decisi i doppi turni alternati.
«Federico - conclude Di Pietro - alla nostra ultima formale richiesta del 15 settembre ha risposto in maniera anche poco elegante, che si preferiva trattare l'argomento con il Commissario Delegato alla Ricostruzione Gianni Chiodi e non con chi non aveva competenze».
L'Assessore Teresa Nannarone ha inviato un «commento indignato per lo scaricabarile del primo cittadino che tira in ballo competenze della Provincia».
In una nota l'assessore provinciale dice che: «Se è un vero sindaco, Federico deve assumersi le responsabilità di quello che sta accadendo e non giocare allo scaricabarile davanti alla rabbia degli studenti. Altrimenti dovremo concludere che è più interessato al taglio politico da dare alla realtà piuttosto che alla soluzione dei problemi della gente».

29/09/2009 9.37