Aeroporto: interrogazione di Di Mattia sulla gestione della Saga

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Non è un periodo favorevole per la Saga che pare agli sgoccioli del suo mandato e che grazie alla lentezza della Regione nel valutare e controllare eventuali irregolarità continua ad erogare soldi alle compagnie di volo.


Mentre non si riescono a spiegare molte incongruenze gestionali saltano fuori situazioni che sarebbero imbarazzanti per i più ma che invece non sortiscono nessun sussulto, nemmeno da parte di chi dovrebbe essere preposto a controllare.
Intanto arriva una interrogazione del consigliere provinciale Attilio di Mattia (Idv) che mira ad interessare anche la Provincia di Pescara e la giunta Testa, su quanto di competenza, per capire cosa sia successo negli ultimi anni all'aeroporto, come siano stati spesi i soldi e se non sia il caso di chiarire i misteri che aleggiano su alcune inchieste che riguardano la Saga e il direttore Stromei.
Sarebbero comunque diverse le indagini ancor aperte che hanno come fulcro la gestione dell'aeroporto e non si esclude nemmeno che proprio da queste possano saltare fuori notizie eclatanti su appalti e gestione del denaro pubblico.
«L'amministrazione provinciale», scrive Di Mattia nella sua interrogazione, «dovrebbe maggiormente interessarsi dell'aeroporto sia perché rappresenta una struttura importante per l'economia provinciale e sia perché è socia della Saga, la Società di Gestione, ove si registra una situazione preoccupante. La Regione Abruzzo non avrebbe ancora versato la quota di sua spettanza per l'aumento di capitale, già da tempo deliberato dall'assemblea dei soci e il finanziamento del piano di marketing sarebbe ancora in alto more. Il mandato dei Consiglieri di nomina regionale, compreso quello del Presidente , sarebbe già da mesi scaduto e non sono stati sostituiti».
Nel rispetto del principio di trasparenza delle risorse pubbliche, Di Mattia chiede al presidente Guerino Testa di sapere se nel 2007 alla Saga sono stati effettivamente arrivati i 5 milioni di euro dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per la messa in sicurezza dell'aeroporto in occasione dei Giochi del Mediterraneo, come annunciato dall'allora Assessore Regionale ai Trasporti, Ginoble e di conoscere come tale somma è stata spesa e quali misure si sicurezza sono state realizzate.
C'è poi il capitolo inchieste giudiziarie di cui si è parlato nei mesi scorsi.
Di Mattia ricorda a Testa come quest'ultimo abbia annunciato ricorso contro il super manager Barusso licenziato da De Dominicis dopo aver scoperto che questi era indagato.
Allo stesso modo anche il direttore della Saga Stromei è indagato per diversi procedimenti come nella operazione “flaying money” riguardante «la truffa dei cargo russi» dove veniva imbarcata, secondo la ricostruzione della procura, merce “in nero” con gravi pericoli per la sicurezza dei velivoli.
Nel maggio del 2008 Stromei avrebbe subito una perquisizione a casa per l'inchiesta relativa alla sparizione dall'aeroporto di due radiogeni e a suo carico sarebbero stati ipotizzati i reati di peculato e violazione della legge sullo smaltimento dei rifiuti speciali.
Lo stesso Direttore risulterebbe pure indagato, sempre da notizie stampa, nell'inchiesta riguardante il Comune di Pescara.
«Trattandosi di fatti molto gravi, per lo più riguardanti la gestione dell'aeroporto», conclude Di Mattia, «si chiede quali iniziative l'Amministrazione Provinciale intende assumere per fare chiarezza, anche perchè gli episodi riguardano la sicurezza di un obiettivo a rischio e potrebbero allarmare le compagnie aeree, che per la sicurezza hanno elevati costi, le quali potrebbero essere indotte a non utilizzare l'aeroporto di Pescara».

25/09/2009 11.53