Manager volò giù dal viadotto con l'auto, via al processo per 6 persone

Alessandro Biancardi

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TERAMO. E' iniziato ieri davanti al tribunale di Teramo il processo per la morte di Claudio Brugiapaglia.


La prima a sfilare davanti al giudice è stata la sorella della vittima.
Il processo per omicidio colposo è a carico di sei persone tra tecnici Anas e funzionari della società Strada dei Parchi spa, per la morte del manager di 35 anni di Ancona.
Brugiapaglia precipitò il 12 aprile 2004 dal viadotto Biselli sull'A24, dopo aver sfondato il guardrail con la sua auto Bmw.
Secondo l'accusa, che si basa anche sulle conclusioni di una perizia, furono omessi controlli sulla costruzione del viadotto dell'A24 Roma-Teramo a Isola del Gran Sasso, in particolare delle barriere di sicurezza.
E vi sarebbero state negligenze nella successiva gestione e manutenzione dell'autostrada. Le accuse, comprendenti disastro colposo e omissione di ripari per impedire pericoli a persone in pubblico transito, vengono mosse a due tecnici Anas, Giovanni Terchi Nocentini e Antonio Caputi, e quattro dirigenti della concessionaria: Giorgio Serra, Giuseppe Savini, Roberto Salza e Claudio Nugnes.
L'inchiesta era stata aperta proprio sulla base di un esposto della sorella della vittima che si è costituita parte civile insieme al figlio attraverso l'avvocato Riccardo Leonardi, prospettando un danno di 500 mila euro.
La Bmw di Brugiapaglia sfondò il guardrail, ha rilevato il perito, nonostante non superasse i limiti di velocità consentiti, al momento dell'impatto.
«Non è possibile - ha scritto l'esperto, in assenza di sperimentazioni di tipo energetico - affermare se la barriera realizzata correttamente sarebbe stata in grado di evitare la caduta del veicolo dal viadotto».
«È invece ragionevolmente certo - ha però concluso il perito - che rispetto alle barriere installate in autostrade di nuova costruzione lo scavalcamento della barriera avrebbe costituito nelle condizioni ipotizzate di evoluzione dell'incidente, una possibilità remota, in grado di evitare la caduta del veicolo dal viadotto».
Il processo, nel quale sono costituiti Anas e società Strada dei Parchi come responsabili civili davanti al giudice monocratico Antonella Di Girolamo, è stato rinviato al 4 novembre prossimo.
 
24/09/2009 11.24