Parco Archeologico, «entro due mesi partono i lavori»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Entro due mesi al massimo ripartiranno i lavori per la realizzazione del Parco archeologico sul Colle del Telegrafo.

Lo ha assicurato il Sovrintendente ai Beni archeologici, artistici e ambientali Andrea Pessina nel corso del lungo sopralluogo effettuato nei luoghi della storia della città e l'ufficializzazione è arrivata dall'assessore alla Cultura del Comune Elena Seller.
«Appena pochi giorni fa», ha spiegato Seller, «è emersa la necessità di riavviare il recupero dei siti archeologici sparsi sul territorio e per sei anni abbandonati al degrado».
E si tratta di Santa Gerusalemme dove i resti dell'antica fortezza, visibili al di sotto di una superficie di vetro, soffrono per continui problemi di condensa, o del mosaico della golena sud, ricoperto da rifiuti di ogni genere, ridotto in una discarica.
O peggio ancora di Colle del Telegrafo, destinato a divenire un Parco archeologico, ma dove pure sono rimasti in sospeso scavi fondamentali per riportare alla luce antichi reperti della nostra storia.
Durante il sopralluogo è stato verificato la distesa di rovi ed erbacce che da anni hanno completamente ricoperto il colle.
«Del progetto redatto», ha attaccato l'assessore, «neanche un lontano ricordo: dinanzi a tale situazione Comune e Sovrintendenza hanno assunto impegni precisi».
La Sovrintendenza, stazione appaltante, ha affermato che entro due mesi al massimo ripartiranno i lavori per la realizzazione del Parco archeologico: si comincerà con il rifacimento della recinzione esterna per impedire l'accesso agli estranei, nel frattempo comincerà la rimozione di rovi ed erbacce e riprenderanno anche gli scavi perché dal terriccio sembra ancora di intravedere la possibilità di individuare qualche frammento, qualche reperto che potrebbe sicuramente fornire dettagli importanti sul nostro passato. Più difficile la situazione per i resti di Santa Gerusalemme: «Per evitare i problemi di condensa – ha riferito l'assessore Seller – sembra che siano stati praticati dei buchi sul vetro, che da un lato consentirebbero il passaggio di aria, ma dall'altro lasciano filtrare anche pioggia, polvere, melma che avrebbero ormai inesorabilmente attaccato le mura della vecchia fortezza».
Ora il Comune predisporrà un intervento urgente della Attiva per la pulizia immediata dell'area, per poi decidere le misure più opportune da adottare per evitare rifiuti e condensa.
«Infine – ha proseguito l'assessore Seller – già nei prossimi giorni il Sovrintendente Staffa presenterà al Comune un progetto per il recupero del mosaico del lungofiume sud, alle spalle del Museo delle Genti d'Abruzzo, una proposta di risanamento e tutela che andremo subito a valutare».


23/09/2009 8.42