Gdf. Il saluto del colonnello Gioacchino Angeloni a Chieti

Alessandro Biancardi

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Gdf. Il saluto del colonnello Gioacchino Angeloni a Chieti
CHIETI. «Orgogliosi di essere stati tuoi collaboratori»: c'era scritto così nel biglietto di saluto dei finanzieri di Chieti e provincia al comandante colonnello Gioacchino Angeloni, chiamato al Comando generale di Roma.
Non ci sono scappate le lacrime, anche se il comandante Angeloni era evidentemente commosso, solo perché il clima del saluto era festoso (quasi allegro «e non perché siamo felici che te ne vai») pur con qualche rammarico per la partenza di un comandante che è stato per anni il volto buono della Gdf, sempre aperto al confronto e vicino alla gente.
Il senso della cerimonia è stato riassunto nella risposta del colonnello Angeloni che ha tracciato una breve sintesi del lavoro svolto nei tre anni di permanenza al Comando provinciale di Chieti: un periodo di crescita umana e professionale per tutta la Gdf del territorio e una promessa di restare vicino ai suoi collaboratori.
Insomma un saluto che è un arrivederci e non un addio.
Nel periodo di sua permanenza sono state molte le operazioni che hanno smascherato spacciatori o evasori ma saranno probabilmente ricordate nel futuro operazioni di indagini delicate relative alla sanità pubblica e privata e le collaborazioni con la procura di Pescara su operazioni internazionali di carattere finanziario.

22/09/2009 10.32