Architetti: l’Ordine si spacca rischiano di saltare le elezioni

Alessandro Biancardi

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PESCARA. L'Ordine degli architetti della provincia di Pescara non ha potuto indire le elezioni per il rinnovo del Consiglio, che dovrà restare in carica nel quadriennio 2009-2013,a causa di una spaccatura all'interno del consiglio uscente.VOLPE:«NON E’ IL MOMENTO DELLE POLEMICHE»


Le elezioni a questo punto saranno indette direttamente con delibera del Consiglio Nazionale Architetti, una specie di commissariamento.
Un gruppo consistente di iscritti ha però preso in mano la situazione, indicendo alcune riunioni nelle scorse settimane e convocando, per il giorno martedi 22 settembre alle ore 17,30 una riunione organizzativa «per evitare l'aggravarsi della situazione, per discutere sulla bozza di programma e decidere le modalità di scelta dei componenti per il nuovo Consiglio, per il quale viene auspicato un profondo e radicale rinnovamento delle figure alle quali affidare le responsabilità nell'immediato futuro».
«A causa dell'immobilismo amministrativo», spiegano gli organizzatori dell'incontro, «frutto della litigiosità all'interno del consiglio uscente, non è stato neanche possibile avvisare gli iscritti degli ultimi avvenimenti, informarli della imminenza delle elezioni, convocarli per partecipare alle riunioni. L'unico mezzo possibile è stato quello di un "passa parola" spontaneo, che pur se fervente e tempestivo non ha potuto raggiungere che una minima parte dei 1300 iscritti interessati dalla vicenda».
Nella riunione di martedi 22, i promotori auspicano «una condivisione di intenti, per definire un programma di rilancio e rivalutazione della figura dell'architetto e del suo lavoro, una condivisione dalla quale non si può prescindere per l'elevazione della qualità del nostro ambiente e delle nostre città».
La riunione aperta a tutti si terrà nella sede dell'Ordine in Piazza Garibaldi n. 42.

21/09/2009 12.34

VOLPE:«NON E' IL MOMENTO DELLE POLEMICHE»

«Il Consiglio dell'Ordine degli Architetti per un accordo complessivo, al di là delle spaccature e delle diverse posizioni, è riuscito a rimandare le elezioni per il proprio rinnovo, altrimenti previste per il 2 Settembre in un periodo immediatamente a ridosso delle ferie d'Agosto, di poco più di un mese, proprio per garantire la più ampia trasparenza e partecipazione, così come auspicato da più parti».
Risponde così il presidente Marco Volpe alla “frangia” che lo contesta.
«Peraltro», spiega Volpe, «si è arrivati a questa decisione anche in seguito alla richiesta degli ‘organizzatori dell'incontro' del prossimo 22 Settembre di ‘porre in essere tutte le ulteriori azioni previste dalla norma regolamentare per lo svolgimento di elezioni che possano garantire tempi adeguati per la reale partecipazione democratica di tutti gli iscritti' formalizzata con una nota protocollata il giorno 18 Agosto scorso».
Per quanto riguarda la «spaccatura» in seno al Consiglio secondo il presidente «a quindici giorni dalle elezioni vi possano essere legittime posizioni e visioni diverse rispetto al futuro nell'ambito del Consiglio stesso (dal mio punto di vista non tanto giustificabili ma, come detto, legittime), ma da qui a parlare di ‘immobilismo amministrativo' ce ne passa».
Il presidente ha poi aggiunto che il Consiglio si è riunito regolarmente ogni settimana fino alla fine di luglio scorso.
«La mancata convocazione delle elezioni, con il conseguente rimando di tale incombenza al Consiglio Nazionale», ha concluso Volpe, «è stata tempestivamente segnalata a tutti gli iscritti tramite la pubblicazione della notizia sul sito dell'Ordine. Non penso che questo sia il momento di alimentare polemiche da parte di nessuno, pur se eventualmente sostenitori di posizioni contrapposte, questo è il momento di ragionare costruttivamente e seriamente sul nostro futuro e sui mezzi che il prossimo Consiglio debba mettere in atto da subito per continuare a perseguire gli obiettivi necessari per la crescita e la credibilità della categoria».

21/09/2009 18.26