Consiglio irregolare, scatta la protesta dell’opposizione a Bucchianico

Alessandro Biancardi

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BUCCHIANICO. Democrazia fai da te a Bucchianico. Le leggi ed i regolamenti sono validi solo se piacciono al sindaco Mario Di Paolo e alla maggioranza di centrodestra.


Si mette ai voti l'irregolarità, i consiglieri l'approvano e chissenefrega del rispetto delle regole. Bucchianico come il Farwest?
E' quanto denuncia l'opposizione di centrosinistra in consiglio comunale che ieri ha abbandonato l'aula all'inizio del dibattito sull'odg che prevedeva l'elezione del presidente del consiglio stesso.
Infatti, Rosario Sulpizio, capogruppo della lista Insieme per Bucchianico, ha presentato una pregiudiziale che chiedeva la sospensione della seduta perché convocata irregolarmente.
Ma il sindaco e la maggioranza hanno votato contro ed hanno continuato i lavori.
«Il regolamento comunale prevede che l'opposizione abbia in visione le delibere da discutere almeno due giorni prima del consiglio: visto che questa norma non è stata rispettata, chiediamo il rinvio della seduta».
«Ma come si fa... costa troppo riconvocare il consiglio… ormai siamo qui, perché riconvocare... ci sono alcune delibere urgenti da approvare ecc. ecc.».
Questa la replica della maggioranza che ha respinto la pregiudiziale.
«Era una convocazione illegittima perché calpesta il diritto delle opposizioni di essere informate preventivamente di cosa si andrà a discutere – spiega Rosario Sulpizio – lo dice espressamente il Regolamento in vigore, art. 38 commi 1 e 3. E' chiaro che faremo ricorso contro questo voto anch'esso illegittimo: non si può abrogare la democrazia mettendola ai voti».
In realtà quest'uso disinvolto del potere non è una novità per l'amministrazione in carica a Bucchianico che in passato si è distinta per la difficoltà a consentire l'accesso ai documenti, come se la trasparenza fosse un optional e non un obbligo di legge.
Ma dietro questa schermaglia procedurale, peraltro non secondaria, c'è un meccanismo perverso: perché il sindaco Di Paolo e la maggioranza non si preoccupano?
Semplice la risposta: l'unica strada che hanno le opposizioni è il ricorso al Tar, con quello che costa e con i tempi che si conoscono.
Ma anche se il Tar boccia l'amministrazione e la condanna alle spese, a pagare saranno sempre le casse comunali, cioè non i singoli consiglieri bocciati, ma tutti i cittadini di Bucchianico, compresa la minoranza che ha vinto.
«Conosciamo il meccanismo – spiega Sulpizio – e sospettiamo che questo conferisca un senso di impunità all'amministrazione. Controlleremo alcune variazioni di bilancio che ci sono state per controllare se riguardano spese processuali per cause perse e per il ricorso in appello. Certo è che il giudizio politico su questo comportamento è estremamente negativo».

Sebastiano Calella 19/09/2009 10.01