La "desertificazione" dell’aeroporto: la Regione cambierà vertici, non metodi

Alessandro Biancardi

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La "desertificazione" dell’aeroporto: la Regione cambierà vertici, non metodi
PESCARA. Quando ci sarà l'incontro chiesto alla Saga dalla Rsa aziendale, preoccupata dello stato di crisi dell'aeroporto?
La preoccupazione dei lavoratori per il futuro del loro posto di lavoro e per la gestione della Saga è una spia importantissima, quasi il termometro di una situazione difficile che molti conoscono, ma di cui nessuno parla.
Vengono fatte filtrare solo le notizie trionfalistiche e magari strumentali il resto tace e non c'è alcuno che abbia intenzione di vederci chiaro.
Purtroppo la realtà è un'altra e del malessere si è fatta interprete la Rsa interna che il 24 agosto, meno di un mese fa, a firma di Cisl, Cgil e Ugl, ha richiesto ai vertici Saga un incontro urgente per fare il punto della situazione, con riferimento anche al futuro occupazionale.
Infatti, con tutti i voli cancellati (restano solo 3 arrivi e tre partenze Ryanair e i due collegamenti AirOne) il personale è sicuramente in esubero: faraonica l'amministrazione (qualcuno critica anche al figura del vice direttore che non sarebbe prevista), troppi anche gli altri per quel poco che c'è da fare.
Scatta perciò la paura del futuro e nemmeno il direttore Stromei riesce a contenerla con la richiesta di attendere un po' per conoscere le decisioni della Regione su una possibile variazione di bilancio a favore della Saga.
«Il problema - dicono alla Rsa – è che ci arrivano notizie preoccupanti: non ci sono soldi né per noi né per altri. Altro che variazione di bilancio. Ma allora perché l'assessore non prende almeno in mano la situazione? Noi siamo in 50 e tra questi ci sono figure del tutto superflue rispetto al movimento che c'è. Non vorremmo che si ripetesse la situazione Alitalia, con molti generali, pochi soldati e un grande fallimento».
«Non è vero che la Regione non segue queste vicende – spiega a PrimaDaNoi.it l'assessore Giandonato Morra – il problema Saga è oggetto di attenzione ed il rinnovo dei vertici avverrà tra breve, come abbiamo fatto per le tre aziende di trasporto. C'è un'assemblea già rinviata che sarà riconvocata a breve per la nomina del vertice. Quanto al direttore, come abbiamo fatto con i presidenti già nominati all'Arpa, Gtm e Sangritana, ci vorranno un po' di tempo ed il gradimento del presidente».
Ma è vera questa promessa, cioè l'impegno di un suo collega di partito (cioè An) di variazione di bilancio per dare altri soldi alla Saga?
«L'assessore sono io e le promesse degli altri non le conosco – conclude Morra – in Giunta io sono presente con il mio passato politico limpido ed ho la fiducia del presidente. Con lui studieremo quello che c'è da fare per l'aeroporto».
L'assessore non vuole dire di più, proprio come nei mesi scorsi quando, sollecitato sul perché la Giunta regionale non prendesse iniziative dopo aver conosciuto un dossier scottante sull'aeroporto, assicurò soltanto che tutto era allo studio.
«Mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata»: così si lamentarono gli ambasciatori di questa città assediata dai Cartaginesi durante l'audizione al Senato di Roma.
Proprio come avviene alla Regione Abruzzo.
Sono mesi che si aspetta un intervento del governo regionale, che non c'è, e intanto l'aeroporto affonda: passano gli appalti (come quello delle pulizie), saltano i voli, si fermano i lavori e l'aeroporto muore nell'indifferenza più assoluta.

LA DESERTIFICAZIONE…

Basta una visita per toccare con mano la desertificazione e l'abbandono dello scalo.
Sono fermi anche i lavori per il prolungamento dell'aerostazione e c'è stato un no dell'Enac per il collaudo del parcheggio.
Il primo cantiere, opportunamente celato, sarebbe alle prese con alcune difficoltà per i pali di fondazione che dovrebbero essere ricalcolati, un fatto solo tecnico che però potrebbe portare conseguenze economiche e qualche ritardo.



Il parcheggio invece – a sorpresa – ha ricevuto un primo stop al collaudo da parte dell'Enac.
Tralasciamo le voci su un possibile problema di abbassamento di alcuni millimetri durante le prove di carico.
Il fatto grave è che l'Enac il 25 agosto scorso (protocollo 1848) con una lettera ufficiale ha comunicato che il certificato di agibilità non è stato rilasciato e rischia di non arrivare se la Saga non presenta la documentazione sia contabile che tecnica, già chiesta a giugno.
«Se la richiesta verrà ancora disattesa ci saranno tutte le conseguenze del caso», conclude la lettera.
Infatti la Commissione per l'agibilità ed il collaudo tecnico amministrativo ha già visitato i lavori il 16 ed il 23 giugno scorsi, come da richiesta «di urgenza in conseguenza degli impegni per il G8» dell'Aquila.
Poi è stata richiesta la documentazione che non è arrivata ed oggi si sollecitano – oltre i soliti documenti amministrativi – soprattutto i risultati degli esami di laboratorio sia del materiale misto utilizzato e del materiale di riciclo utilizzato per le fondazioni sia del materiale prelevato alla presenza della Commissione «e da essa sigillato e siglato come da apposito verbale».
Ma per la Regione l'importante è cambiare i vertici, non i metodi di gestione.

Sebastiano Calella 19/09/2009 9.40