Il sindaco di Ari:«I nostri bambini costretti ad iscriversi a scuola altrove»

Alessandro Biancardi

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ARI. «No, tu no. E perché? Perché no». Ricorda una vecchia canzone il rifiuto immotivato della direttrice scolastica di Miglianico a far iscrivere i bambini di Ari nella scuola del loro paese.



Con la conseguenza di costringerli a frequentare la scuola in un altro comune, quello di Giuliano Teatino, con evidenti disagi per le famiglie.
Così scrive in un esposto il sindaco di Ari, Elena Di Biase, che si è rivolta al Ministro della Pubblica istruzione, al Procuratore della repubblica, al Prefetto ed al Presidente della Provincia di Chieti denunciando il comportamento della preside professoressa Carla Zazzara, da cui dipende la decisione contestata, e che «ha immotivatamente assunto una condotta ostruzionistica nei confronti dei genitori che vogliono iscrivere i propri figli presso le scuole di Ari in luogo di quelle di Giuliano Teatino, invitandoli espressamente a farli rimanere iscritti in queste ultime».
La motivazione sarebbe burocratica: problemi per il trasferimento «nonché difficoltà di apprendimento nelle scuole di Ari per la presenza di pluriclassi e l'impossibilità di modificare l'organico degli insegnanti e degli alunni oggi già formato, peraltro prima del recente evento sismico».
«E' incomprensibile quello che sta succedendo – dichiara il sindaco di Ari – dopo il terremoto abbiamo messo in sicurezza antisismica la nostra scuola, unica in Abruzzo con questi requisiti, ed ora vogliono costringere i nostri bambini a frequentare quella di Giuliano che peraltro è stata chiusa per motivi di sicurezza, con il trasferimento degli alunni nel locale Centro polivalente. Fino a ieri», ha spiegato, «una mamma che voleva iscrivere il bambino ad Ari ha ricevuto un no, con la sollecitazione ad iscriverlo a Giuliano. Strano, stranissimo: dopo il terremoto avevamo avuto assicurazioni, sia dalla preside che dall'Ufficio scolastico regionale, di poter far frequentare la scuola di Ari ai bambini di Ari. Chiediamo che quel patto sia rispettato».
Sembra che la preside giustifichi questa scelta assai penalizzante per i bambini e le famiglie di Ari con la presentazione dell'organico degli insegnanti a marzo (cioè prima del terremoto e dei suoi problemi) dove si prevedeva questa contestata distribuzione delle classi sul territorio.
Ne abbiamo cercato conferma, ma la preside – come spesso capita nel mondo della scuola – prima ha tentato di sottrarsi ad una risposta, poi ha negato che la denuncia del sindaco sia fondata («non ho mai obbligato nessuno ad iscriversi a Giuliano Teatino»), infine si è riservata ogni iniziativa a sua tutela.

Sebastiano Calella 18/09/2009 8.10