Rocco Siffredi pizzicato dalla Gdf: dal paradiso del sesso a quello fiscale

Alessandro Biancardi

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ROMA. E’ stato pizzicato dalla Guardia Di Finanza un noto porno attore per evasione fiscale. Sarebbero stati evasi circa 200 mila euro.

Rocco Siffredi, secondo quanto dice l'agenzia Radiocor, avrebbe occultato all'erario redditi per centinaia di migliaia di euro.
In che modo? Attraverso la fittizia istituzione di società in "paradisi fiscali" in particolare in Ungheria.
E' lì, secondo gli inquirenti che si nasconderebbe un sostanzioso tesoro sottratto alla tassazione italiana.
Dagli accertamenti effettuati sul conto Di Siffredi e di sua moglie - anche questa ex pornodiva - e' emerso tra l'altro che i due, residenti fino al 2005 in provincia di Chieti, avrebbero fissato la propria dimora a Roma, in una villa risultata intestata ad una società britannica, anch'essa oggetto di indagini.
Per effetto delle indagini delle Fiamme Gialle l'attore ormai non potrà più chiedere di far rientrare in Italia le somme evase con le agevolazioni dello "scudo".
Solo, infatti, chi è nelle condizioni previste dalla legge (non e' stato cioè già scoperto dal Fisco) potrà rimpatriare o regolarizzare - entro il 15 aprile 2010 - i patrimoni e le disponibilità finanziarie detenute illecitamente all'estero.
Anche se la Gdf non ha diffuso l'identità dell'uomo, fin da subito l'identikit del presunto evasore è parso molto simile a quello di Rocco Siffredi, nome d'arte dell'ortonese Rocco Tano, sposato con una ex pornodiva ungherese.
Da qualche tempo Siffredi, smessi i panni di attore porno, ha intrapreso l'attività di imprenditore creando una propria marca di abbigliamento la “r Rocco” che vende magliette, cappellini, biancheria intima, occhiali e gadget on line.
17/09/2009 10.57

200 MILA EURO DI EVASIONE

Al momento le somme evase da Siffredi ammonterebbero a 200 mila euro, secondo quanto detto dalla Guardia di Finanza di Chieti.
I controlli sarebbero partiti quando la pornostar ha chiesto la cittadinanza italiana al Comune di residenza della provincia di Chieti ed è stato scoperto che aveva un contratto d'affitto di una villa a Roma.
Proprio questi due fatti hanno spinto i finanzieri a ritenere che il collegamento con la regione italiana non fosse del tutto interrotto e che trascorresse nel territorio dello stato più di 183 giorni per anno solare (il criterio stabilito dalla legge per stabilire l'attività prevalente).
Così il comandante regionale ha autorizzato le indagini finanziarie in istituti di credito, fiduciarie e finanziarie per tutto il territorio nazionale e si è riusciti a scoprire che l'ammontare di redditi evasi ammonta a circa 200.000 euro, dal 2005 a oggi.
Son ancora in corso delle verifiche nei confronti di un gruppo societario di Chieti che avrebbe evaso milioni di euro attraverso rapporti economici con soggetti non residenti, ritenuti fittizi.
Una operazione simile è stata portata avanti anche nel vestese ma la Guardia di Finanza non aggiunge dettagli.

17/09/2009 14.25