Incognita scuola a Pineto: troppi alunni e pochi insegnanti

Alessandro Biancardi

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PINETO. C’è forte preoccupazione al Comune di Pineto in vista della riapertura dell’anno scolastico, il prossimo 21 settembre.


A pochi giorni dal suono della prima campanella, se da un punto di vista della manutenzione e ristrutturazione di alcuni edifici scolastici sono stati adottati provvedimenti risolutivi, stessa cosa non si può dire per ciò che concerne la disponibilità del corpo docente.
Ci sono situazioni di grave carenza che questa mattina l'assessore alla pubblica istruzione, Tiziana Di Tecco, e il sindaco, Luciano Monticelli, hanno denunciato inviando una lettera al Direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale e al Responsabile dell'Ufficio Scolastico Provinciale.
Con l'assegnazione del personale docente alle scuole del territorio di Pineto in pratica si è venuta a creare una situazione pregiudizievole per il diritto allo studio degli alunni.
«In particolare, l'organico assegnato alla scuola media “Giovanni XXIII” ha determinato la formazione di solo 4 classi di prima media», scrivono l'assessore Di Tecco e il Sindaco Monticelli, «a fronte di 130 alunni iscritti; 3 classi formate da 35 alunni nella sede centrale e una da 25 alunni nel plesso distaccato di Scerne. Questa situazione è oggettivamente insostenibile in quanto, oltre a pregiudicare l'apprendimento degli alunni, è da considerare che in ogni classe ci sono 2 alunni diversamente abili, gli insegnanti di sostegno e gli assistenti all'autonomia e comunicazione. Inoltre, le classi strutturalmente hanno una capienza media di 26 alunni e formandole con 35 alunni si viola la normativa in materia di sicurezza».
Per l'Amministrazione Comunale di Pineto pertanto la soluzione ideale è quella di assegnare ulteriore personale docente per permettere la formazione di un'altra classe nella sede centrale e avere così 5 classi da 25-27 alunni.
«Si tenga conto, inoltre», sottolinea il Comune di Pineto nella lettere, «che volendo ridurre il numero degli alunni in alcune classi del centro da riversare nella classe da 25 di Scerne, si determinerebbero seri problemi all'organizzazione del trasporto scolastico. Si chiede quindi di valutare positivamente, nell'immediato, la richiesta di assegnazione di un'ulteriore classe alla sede centrale. In tal modo si darebbero le giuste risposte ai numerosi genitori che hanno segnalato il problema e alla scuola stessa che non ha ancora definitivamente formato le classi. Infine, si segnala il problema del diritto allo studio degli alunni diversamente abili. Ogni anno le scuole si vedono assegnate ore di sostegno insufficienti per il numero di alunni. Ciò determina, tra le altre cose, una sempre maggiore richiesta agli enti locali di assistenti all'autonomia e alla comunicazione in sostituzione del sostegno. Anche in tale direzione è fondamentale l'intervento della direzione regionale al fine di assegnare le ore necessarie e limitare l'intervento del Comune a quanto dovuto per legge».

16/09/2009 15.49