Comunità Montane, la Provincia di Chieti contro le decisioni della Regione

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Il consiglio provinciale di Chieti riunitosi martedì ha approvato a maggioranza, con la sola astensione del gruppo dell’Italia dei Valori, la mozione sulle Comunità Montane.


Si chiede così alla Regione Abruzzo di rivedere la proposta di rimodulazione della comunità montane proposta dell'assessore regionale Carlo Masci nella quale si prevede, per la provincia di Chieti, la completa soppressione delle preesistenti comunità del Medio ed Alto Vastese e quella della “Valsangro” sita a Villa Santa Maria.
Nel deliberato si da mandato al presidente della provincia, Enrico Di Giuseppantonio, di convocare una riunione dei sindaci, i comuni facenti parte delle 3 comunità montane attualmente escluse dalla proposta affinchè se ne elabori un' altra.
«La mozione, di cui ero primo firmatario», spiega Camillo D'Amico, consigliere provinciale di Chieti e capogruppo del Partito Democratico, «aveva lo scopo di far prendere coscienza all'intero consiglio provinciale della profonda inadeguatezza di una proposta fortemente punitiva per il nostro territorio, in particolare il vastese, ma anche il sangro che vedrebbe esclusa la comunità montana di Villa Santa Maria».
Il voto quasi unanime dimostra secondo D'Amico che «la sensibilità nel difendere gli interessi concreti del territorio quando non si riveste di strumentale contrapposizione, si palesa in maniera indiscutibile e va al di là di qualsiasi confine politico ed istituzionale».
«Le comunità montane andranno certamente rilanciate in ruoli, competenze ed erogazioni di servizi», sottolinea l'esponente del Pd, «ma i sindaci vanno coinvolti necessariamente affinchè il tutto non venga calato dall'alto ma condiviso con i territori in un attiva concertazione che, altrimenti, si vedrebbe di fatto commissariato ed espropriato nella propria autodeterminazione».

16/09/2009 13.45