Amianto all’ex fornace, in attesa della prossima udienza l’amianto resta lì

Alessandro Biancardi

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ORICOLA. Da alcune decine di anni cittadini e residenti segnalano alle istituzioni, con ripetute e circostanziate denunce, la presenza di amianto nella ex fornace di Golfarolo a Oricola.


Una storia che ha dell'assurdo perché nonostante tutti siano concordi a parlare di rischio reale, di fatto l'amianto resta fermo lì.
Le carte della vicenda dei diecimila metri quadri di materiale pericoloso giacciono lì», denuncia Virgilio Conti, «negli uffici che ricevono le segnalazioni e si rimpallano i doveri, ferme e bloccate come l'orrenda struttura-capannone che le ha generate, pericolosamente e vergognosamente immobili dopo anni di appelli e denunce, esami e analisi, ordinanze sindacali e sequestri penali, esortazioni e moniti, procedimenti giudiziari e udienze».
Un carteggio ormai cospicuo e polveroso quanto il sito dei veleni.
Ispezioni ed esami sono stati effettuati nel corso degli anni dall'Arta (agenzia per l'ambiente) e dall'Asl di Avezzano che hanno accertato un reale grave pericolo, «anche a notevoli distanze», per la popolazione.
Le relative relazioni tecnico-scientifiche sono state acquisite dal Comune di Oricola e dagli organi giudiziari.
«Il 30 novembre 2006», ricorda Conti, «il Comune di Oricola ha intimato al proprietario del
sito di provvedere alla messa in sicurezza dell'immobile e dei materiali pericolosi ma l'ingiunzione è rimasta disattesa».
Il 9 luglio 2007 la Asl di Avezzano-Sulmona ha inviato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avezzano una dettagliata relazione delle analisi effettuate e con l'ordinanza del 13 settembre 2007 l'amministrazione di Oricola ha ordinato alla proprietà di rimuovere i materiali contenenti amianto affidandone l'esecuzione a ditta autorizzata e di provvedere allo
smaltimento degli stessi secondo le leggi vigenti.
La stessa ordinanza prescriveva la delimitazione dell'area con lo scopo di evitare pericolo per la pubblica incolumità impedendone l'accesso dall'esterno.
L'ordinanza viene rinnovata il 13 marzo 2008 quando l'amministrazione comunale torna a ripetere che è necessario sgomberare il sito.
Il 26 marzo 2008 arriva il sequestro penale dell'ex fornace e la relativa area di pertinenza da parte della Guardia di Finanza di Avezzano e del Noe dei Carabinieri di Pescara su mandato del sostituto procuratore della Repubblica di Avezzano.
Constatata l'inottemperanza alle Ordinanze il Comune ha provveduto anche alla realizzazione di una recinzione in rete metallica dell'intera area. Il 31 ottobre del 2008 si è tenuta presso il Tribunale di Avezzano la prima udienza. Il 30 gennaio di quest'anno sono stati ascoltati i testimoni.
La nuova udienza, inizialmente fissata per il 20 febbraio 2009, è stata rinviata al 15 maggio.
Intanto la gente aspetta.

16/09/2009 13.44