Chieti, le ronde possono attendere

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Le ronde? Solo se servono e rispettando tutte le regole. Ma al termine della riunione del Comitato per la sicurezza che si è tenuta ieri alla Prefettura di Chieti pare di capire che per il momento la nuova forma di autocontrollo del territorio può aspettare.


Parlando, infatti, con i sindaci presenti (erano stati convocati i primi cittadini dei Comuni con oltre 10 mila abitanti e non tutti sono intervenuti) in provincia di Chieti non ci sono situazioni di rischio criminalità che richiedano l'istituzione delle ronde. Oltre il Prefetto, alla riunione c'erano i vertici delle forze dell'ordine: carabinieri, guardia di finanza, polizia, forestale ed i sindaci di Chieti, San Salvo, Atessa, Vasto, Ortona, San Giovanni Teatino, Ari e l'assessore alla Provincia, Petrucci, che è anche sindaco di Ripa teatina.
C'era anche l'assessore Carlo Masci in rappresentanza della Regione.
«E' stata una riunione interlocutoria ed informativa – ha dichiarato il prefetto Vincenzo Greco – abbiamo chiarito tutti i punti della legge 94 che disciplina l'impiego degli osservatori delle situazioni di disagio e pericolo (così si chiamano tecnicamente le ronde, ndr). Ai sindaci abbiamo anche illustrato la procedura per l'iscrizione negli elenchi ed i requisiti necessari per partecipare: in particolare gli aspiranti osservatori non debbono avere nessun precedente penale e nessun legame con partiti politici. Andranno privilegiate le Associazioni d'arma in congedo: ex carabinieri, ex Poliziotti e così via. In particolare abbiamo illustrato anche la Convenzione che regolerà questi rapporti di questa attività svolta senza fini di lucro e che sarà firmata dopo il controllo e l'autorizzazione del Comitato per l'ordine pubblico».
La novità scaturita dalla riunione è stata la decisione di utilizzare, per la formazione degli osservatori, la scuola regionale di Polizia municipale, dove potranno essere appresi i rudimenti per il servizio delle ronde che dovranno segnalare (art. 2 del decreto 8 agosto 2009) «alla polizia locale e alle Forze di polizia dello Stato eventi che possono arrecare danno alla sicurezza urbana, ovvero situazioni di disagio sociale».
I nuclei degli osservatori saranno composti da non più di tre persone a piedi, identificate con un'apposita casacca.

s.c. 16/09/2009 9.28