Teatro Marrucino. Ecco i rendiconti "sfuggiti" a Chiodi

Alessandro Biancardi

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Teatro Marrucino. Ecco i rendiconti "sfuggiti" a Chiodi
I DOCUMENTI. CHIETI. «Niente rendiconti, niente soldi dalla Regione al teatro Marrucino»: aveva detto sabato il presidente della Regione Gianni Chiodi.
Era venuto a Chieti per chiarire i motivi per i quali la Regione non ha stanziato un euro per il Teatro lirico d'Abruzzo nel bilancio in corso e non ha erogato i fondi per gli anni precedenti.
«Ti hanno informato male, molto male, caro presidente», gli ha risposto Francesco Ricci, sindaco di Chieti, oggi, «sono deluso dal tuo comportamento visto che – pur essendo il presidente di tutti - ti sei prestato a parlare come il capo di un partito in una specie di campagna elettorale anticipata. I rendiconti ci sono eccome, per quanto riguarda il passato. Per il bilancio in corso è un altro discorso: se tu non metti soldi in quel capitolo, il Marrucino chiude. E non certo per colpa nostra: un solo Comune come Chieti non può reggere il peso di un Teatro lirico regionale. Ricordati che in Toscana la Regione eroga 10 milioni ai 4 teatri di tradizione. Qui zero euro. Ma chi ti ha consigliato e ti ha fatto dire tante cose infondate?»
«Non solo i rendiconti 2006 e 2007 li abbiamo inviati», spiega Valerio Cavallucci, il funzionario responsabile della pratica, «ma addirittura la Regione dopo la prima delibera del dicembre 2008 ci ha detto di rifarla perché noi avevamo indicato le cifre per cassa, loro ci hanno chiesto di indicarle per competenza».
Eccole dunque le delibere con i rendiconti che Chiodi ignorava: bastava chiederle al Comune.
L'assessore Carmelina Di Cosmo, con la delega al Teatro, ha rincarato la dose: «E' stato detto che il programma del Marrucino è stato inadeguato, che la qualità è scaduta, che sono stati assunti gli amici e che il direttore maestro Rendine è stato cacciato – ha sottolineato l'assessore – ma quando mai.... si parla tanto per parlare? Il programma è lo stesso che aveva preparato il maestro Rendine che ha lasciato spontaneamente l'incarico, chi lavora al teatro, salvo il direttore che è oggi il maestro Di Iorio, sono gli stessi che c'erano prima con Rendine e Lello Bigi. Sono tutti lavoratori che amano il loro lavoro ed il loro teatro e che hanno costituito un'associazione proprio per mandarlo avanti e che oggi, con questo clima alla regione, temono per il loro futuro. A proposito: che fine ha fatto il progetto per la creazione della Fondazione?».
Insomma una conferenza stampa, quella di questa mattina, dove politica ed amministrazione si sono nuovamente intrecciate e dove l'amministrazione Ricci ha denunciato il «clima di assedio» che vive Chieti in questo momento per essere l'unica città di centrosinistra rimasta in Abruzzo.
«Stiamo completando anche l'esame del rendiconto 2008 – ha concluso il sindaco – così come il rendiconto finale di gestione, ma lo stanziamento in bilancio non dipende dai rendiconti. Se c'è la cifra in bilancio con il rendiconto a posto si può pagare, se non c'è nulla in bilancio, com'è adesso, non si paga nulla. E noi abbiamo sostenuto spese che la Regione deve onorare, come previsto dalla legge. Serve una variazione di bilancio, non le polemiche pre-elettorali».

Sebastiano Calella 14/09/2009 16.52