A Roseto il primo incontro per il Piano Intercomunale

Alessandro Biancardi

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ROSETO DEGLI ABRUZZI. Si è svolto ieri il primo incontro plenario sul Piano Strategico Intercomunale di Roseto degli Abruzzi e dell'Area Vasta, che comprende i Comuni di Roseto degli Abruzzi (Comune Capofila), Giulianova, Bellante, Castellalto, Morro D'Oro, Mosciano Sant'Angelo, Notaresco.


Il Piano Strategico è un documento programmatico che definisce le linee di sviluppo del territorio di riferimento nel medio-lungo periodo.
L'incontro è avvenuto dopo una fase preparatoria, svolta nei mesi scorsi, in cui si sono incontrati la "Lattanzio e Associati" di Roma (società vincitrice della gara) ed i rappresentanti politici e tecnici dei 7 comuni interessati.
Nella fase preparatoria è stata approvata una proposta operativa contenente i particolari delle diverse fasi di lavoro.
All'incontro plenario hanno partecipato circa 50 persone, in rappresentanza di Comuni, Associazioni, Enti Pubblici e Privati, vari portatori di interesse, per lavorare tutti insieme alla costruzione di una visione strategica dello sviluppo locale condivisa fra i diversi attori del territorio, passando da una logica di governament ad una logica di governance.
Nelle prossime settimane – dopo l'incontro plenario – i Tavoli Tematici si riuniranno in modo operativo per lavorare alla definizione del Piano Strategico.
In merito all'incontro, il sindaco di Roseto degli Abruzzi, Franco Di Bonaventura, ha parlato del piano come di un «nuovo strumento di pianificazione che può essere un formidabile volano di crescita di un territorio molto importante dell'Abruzzo. Il concetto di uscire fuori dai confini del campanile per federare territorio e sommare le varie eccellenze è un preciso obiettivo che l'Amministrazione Comunale di Roseto degli Abruzzi ha e porta avanti – nel turismo ad esempio – da ormai quasi un decennio. Abbiamo quindi di fronte a noi – Comuni, Associazioni, Enti e attori del territorio a vario titolo – la grande opportunità di riprogettare ampi tratti del nostro territorio e di ben 7 città, per migliorarle e – ove necessario – ripensarle in quanto a vocazione. Il nostro impegno deve essere portato avanti con rigore per fare in modo che il Piano Strategico non rimanga un libro dei sogni chiuso in qualche cassetto, bensì diventi uno strumento che aiuti davvero un territorio a crescere e progredire».

12/09/2009 10.58