Rifiuti Chieti Scalo. Bellia: «la nostra attività va favorita non scoraggiata»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. «La nostra non è una nuova attività e non capiamo la contrarietà ad un progetto che dovrebbe essere favorito e non scoraggiato».
Replica così l'amministratore unico Angelo Fabrizio Bellia alle polemiche dei giorni scorsi sul progetto Life, contestato da Abruzzo Social Forum e il Comitato locale di cittadini Villa Blocc di Chieti scalo.
Il progetto, già presentato alla Regione Abruzzo, prevede la gestione di 243.560 tonnellate/anno di rifiuti non pericolosi (di cui 160.000 tonnellate annue di rifiuti di ferro; 70.000 tonnellate annue di metalli non ferrosi; 5.000 tonnellate annue a di parti di autoveicoli; 6300 t/a di parti di mezzi rotabili; 10 t/a di marmitte catalitiche; 750 t/a di spezzoni di cavo di alluminio coperto e 1.500 t/a di spezzoni di cavi di rame coperto).
E' già stata attivata la procedura di Assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale.
La Regione dovrà ora stabilire se bastano le semplici indicazioni contenute nelle relazioni presentate finora o se il progetto dovrà essere assoggettato alla più complessa e approfondita Valutazione di Impatto Ambientale.
Lo stabilimento Life, spiega oggi Bellia, «lo abbiamo acquistato dopo il fallimento della Gnutti Temes, che già operava nel settore metallurgico con emissioni autorizzate. Poi è stato riconvertito nel recupero di rifiuti in procedura semplificata (carta, plastica, metalli, vetro, materiali da costruzioni, apparecchiature elettroniche eccetera) per la produzione di materia prima e per il riciclo di materiali che diversamente finirebbero in discarica».
Sin da allora, spiega ancora il legale rappresentante, la quantità di rifiuti autorizzata era pari a 144.000 tonnellate annue. Nel giugno del 2009 è stata poi presentata una variante sostanziale per le esclusioni di diverse tipologie di rifiuti quali carta, plastica, apparecchiature elettroniche, materiali da costruzione, «concentrando tutta la capacità produttiva nel settore dei metalli».
«Dunque», spiega ancora Bellia, «siamo in presenza, come dimostrava la valutazione di assoggettabilità, solo di un aumento della quantità di materiale metallico da recuperare e riciclare, avendo escluso le altre tipologie di rifiuti».
Bellia sottolinea quindi che «non è vero che si tratta di una nuova attività, ma solo esclusivamente di variazione di quella esistente regolarmente autorizzata».
Sui pericoli per le emissioni atmosferiche, rispetto alla precedente attività metallurgica della Gnutti, la Life srl «ha ridotto i punti di emissione in autorizzazione, pur considerando che il tipo di attività svolta (frantumazione metalli) non determina ricadute in atmosfera di particolare entità e che la tecnologia adottata assicura l'abbattimento di tutte le polveri di lavorazione».
Bellia spiega ancora che «ogni autorizzazione è stata preceduta da complesse istruttorie nelle quali gli enti (Comune e Provincia) hanno compiuto tutte le valutazioni e gli approfondimenti, impartendo alla nostra ditta prescrizioni, anche le più stringenti, per il puntuale rispetto delle normative ambientali e di tutela in genere. Così riteniamo sarà fatto anche nel prosieguo sede regionale».
Bellia si dice inoltre «stupito» che si sia «montato un caso contro un'attività di recupero di rifiuti che dovrebbe essere favorita e non scoraggiata, confondendola con l'installazione di una nuova discarica: ciò potrà essere accertato mediante un semplice controllo degli atti presso gli enti di competenza».

12/09/2009 8.31

[url=http://www.primadanoi.it/notizie/22209-Rifiuti-Ancora-un-impianto-smaltimento-a-Chieti-da-243560-tonnellate-l-anno]LE CONTESTAZIONI AL PROGETTO[/url]