Campeggio di Pretoro:«perché nessuno si muove a ripristinare la legalità?»

Alessandro Biancardi

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PRETORO. Una lettera aperta a 14 indirizzi eccellenti (oltre che a tutte le redazioni dei giornali, delle radio e delle tv) sulle irregolarità presunte, almeno fino a questo momento, del Campeggio “La Maielletta” di Pretoro.
Tanto per evitare che alla fine della storia qualcuno dica che non sapeva nulla…
L'ha spedita Antonio Di Pasquale, il perito di parte di alcuni campeggiatori che si sentono truffati dalla Società che gestisce la struttura, ma anche dalle pubbliche istituzioni che, sollecitate più volte ad intervenire per ristabilire il rispetto delle leggi, hanno finora rinviato interventi risolutivi.
Come noto, il campeggio è stato investito da una bufera amministrativa e giudiziaria dopo che la Forestale ha multato 110 campeggiatori che lì abitavano in roulotte trasformate (non da loro) in bungalow, cioè in casette fisse.
Alla Procura della Repubblica, al Prefetto, alla Corte dei conti, al Comune, alla Forestale, alla Provincia, all'Aptr ed al Parco della Maiella (che in verità sono gli unici Enti che hanno avuto il coraggio di rifiutare la classificazione del campeggio come struttura ricettiva), alla Asl, ai Carabinieri e a chi più ne ha più ne metta, Antonio Di Pasquale pone una domanda semplice, ma drammatica allo stesso tempo: «da circa tre anni vi sto informando di tutto quello che succede in quel Campeggio, delle leggi bypassate, delle norme non rispettate, delle omissioni di varie istituzioni, ciò nonostante tutto continua ad accadere come prima».
E' possibile che ciò accada?
Perché chi deve controllare non controlla, perché un cittadino deve chiedere l'intervento della Magistratura, che ha i suoi tempi ed i suoi problemi, mentre le altre Istituzioni stanno a guardare?
Il ragionamento del perito dei campeggiatori sembra partire da un presupposto: se i cittadini sono tutti uguali di fronte alla legge, perché un qualsiasi bar, una pensione, un albergo, un ristorante o una tavola calda debbono rispettare le prescrizioni della Asl o dei Vigili del Fuoco per quanto riguarda la sicurezza e la prevenzione incendi, e invece questo – secondo Di Pasquale che si affida a documenti ufficiali – nel campeggio di Pretoro non avviene?
Se un balneatore occupa qualche metro di spiaggia demaniale viene subito multato, come fa il campeggio ad occupare terreni demaniali affittati dal Comune di Pretoro? In realtà, se i meccanismi di controllo del sistema democratico funzionassero con tempi celeri, queste domande sarebbero inutili. Oggi invece la curiosità è di vedere se risponderà qualcuno e quanti sono quelli che danno ascolto a chi si batte per la legalità.

10/09/2009 9.02